I francesi storcono il naso, il fatto che madame Carla Bruni in Sarkozy sia riuscita a conquistarli, nonostante la sua nazionalità, non è un boccone troppo dolce da ingoiare. E sarebbe poca cosa se la premiére dame fosse un’anonima biondina da esporre al momento giusto e poi “riporre” nelle sale dell’Eliseo. Ma saperla tanto bella e pure di carattere, vederla primeggiare nelle occasioni ufficiali in virtù di un’eleganza che non ammette discussioni, ne fa, a tutti gli effetti, la nuova regina di Francia. Rabbrividiscono i repubblicani ad oltranza “ma chi crede d’essere Caterina de’Medici?”. Ecco, Caterina proprio no, ma non è mai detto. La fiornatina, d’altronde, la Francia la conquistò ben prima di madame Carlà, approdando a Parigi, in pieno Rinascimento, col suo stuolo di cuochi e di artisti, di artigiani, profumieri e sarti. Fu tale la ventata “fashion” che la nipote di Lorenzo il Magnifico portò alla corte del Louvre che la memoria popolare ne è rimasta segnata profondamente, assieme ad una fama di crudeltà che solo in tempi recenti gli storici hanno provato a chiarire. Personaggio dalle tinte forti, Caterina, e tutto da scoprire. E’ quanto si ripromette la mostra “Caterina de’ Medici. L’arte del saper fare bene italiano“, un omaggio a questo personaggio centrale del Rinascimento, che Roma le rende al Complesso del Vittoriano dal 16 ottobre al 22 novembre. L’iniziativa è un tributo reso alla regina e alla grande mecenate attraverso capolavori dell’arte provenienti dagli Uffizi, dalla Galleria Palatina di Firenze, dal Museo Carnavalet di Parigi. Testimonianze di come Caterina sia, appunto, il simbolo dell’arte del saper fare bene italiano. La mostra è promossa dalla Fondazione Marilena Ferrari.
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