Social network: c’è qualcosa che non metteresti on line? I giovani dicono “No”

Il britannico “The Times” pubblica nella sezione “Life & Style” un articolo dal titolo “Le nuove generazioni dichiarano che non c’e’ niente che non pubblicherebbero [...]

Il britannico “The Times” pubblica nella sezione “Life & Style” un articolo dal titolo “Le nuove generazioni dichiarano che non c’e’ niente che non pubblicherebbero online”. Sarà questa un’affermazione espandibile anche alla gioventù italiana? Pare proprio di sì, soprattutto in seguito alle ultime e note vicende di cronaca. intanto guardiamo l’analisi del Times.

<<Sebbene i social network come MySpace, Facebook, Twitter e Bebo facciano parte della vita di tutti noi, adolescenti e non, non possiamo negare che stiamo diventando esecutori e vittime della “morte” della nostra privacy. Se torniamo indietro con la memoria agli anni ’90, le “ragazzate” o pazzie di quell’età’ che erano scritte per non far sapere niente ai genitori sulla porta dei bagni a scuola, oggi si possono leggere e addirittura commentare su internet>>.

Tutto, come da noi.. andiamo oltre

C’era, insomma, davvero un momento in cui i genitori non potevano conoscere le disavventure dei figli con pochi clic. << Non stiamo parlando di un’epoca, dove regnava il divieto al pettegolezzo o delle effusioni pubbliche, ma sicuramente di un’epoca con più censura, auto-censura (nel buon senso della parola) e rispetto>>.

Accadeva, in fondo poco tempo fa

<<Prima che i giovani felicemente violassero propria privacy attraverso commenti inviati, immagini oscene, e rivelando aggiornamenti di stato (…) In breve,  c’è una generazione di ventenni e trentenni, che vivono ciò che un tempo avrebbe costituito la loro vita privata in pubblico – grazie ai social network e/o simili dove si è perso il confine tra pubblico e privato>>.

<<Non passa giorno nel quale non avvenga qualche oltraggio multimediale: feste pubblicizzate su Facebook; filmati pornografici, bullismo, suicidio>> Ma l’aspetto preoccupante è che i genitori, pur avendo, in teoria, la possibilità di controllare, molto spesso non sono a conoscenza di ciò che scrivono i figli, non si rendono conto di come i social network siano utilizzati e della loro influenza sulle giovani menti.

<<Il social networking non è niente di meno che un nuovo mezzo per conoscersi che rappresenta un nuovo modo di rapportarsi agli altri. Inoltre, pubblicare qualcosa su Facebook può farci sentire importanti, popolari e significativi, ma basta poi un qualsiasi campanello d’allarme per scuoterci e farci realizzare che il mondo reale e il vero modo “sano” di socializzare, resta all’esterno della nostra casa, ufficio, senza che milioni di pixel sullo schermo del nostro PC ci abbaglino il cervello>>. (a cura di Valentina Federigi)

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