Dan Brown: troppi errori in quei successi letterari

Dan Brown? Un asino, nonostante i 20 milioni di libri venduti nel mondo. Lo dice il Daily Telegraph. Peggio di una maestrina d’altri tempi armata [...]

Dan Brown? Un asino, nonostante i 20 milioni di libri venduti nel mondo. Lo dice il Daily Telegraph. Peggio di una maestrina d’altri tempi armata di matita, ecco il compassato quotidiano britannico bacchettare l’autore di best seller individuando, tra le pagine  del Codice Da Vinci, di Angeli e Demoni e dell’ultima creatura di successo, The Lost symbol (Il simbolo perduto – in uscita in Italia il 23 ottobre), almeno 50 errori da matita blu. E che errori, dalla grammatica, alla storia alla geografia, Dan Brown – che peraltro ha anche il poco lusinghiero primato d’essere l’autore più “ceduto” ai mercatini di beneficenza – per il metro di una normale maestrina sarebbe da bocciatura piena. Storcono il naso i britannici, davanti agli errori grammaticali (che in Italia non vedremo mai) dello scrittore americano, accusato di sbagliare i verbi transitivi e di adoperare aggettivi non consoni come nella frase “un corpo precario”.

Ma in geografia non va meglio, Brown scrive ad esempio in Angeli e Demoni che il Rio de La Plata, il fiume al confine tra Argentina e Uruguay si trova nel Vecchio Mondo. Ma il vecchio Mondo non è l’Europa? aed E che dire della storia, qui il giornalista del Daily sembra proprio divertirsi. Citiamo Angeli e Demoni e i protagonisti, Robert Langdon e Victoria Vetra. Proprio questa direbbe a Langdon che il corpo di Raffaello Sanzio, sepolto nel Pantheon vi sarebbe stato traslato solo nel 1758. Non è vero, è sempre stato lì, come perlatro è scritto sulla lapide. Atro errore, stesso libro, Brown asserisce che nel 1668 la Chiesa ha rapito e ucciso quattro scienziati della setta degli Illuminati, dice anche che Galileo ne facesse parte, ma la setta è stata fondata solo nel 1776 e Galileo  è morto nel 1642. Le date devono essere il debole del produttore di best sellers che è stato capce di mandare le Guardie svizzere alle Crociate, distraendosi sul fatto che il corpo militare del Vaticano è stato fondato nel 1506, mentre l’ultima Crociata è datata 1270. Ma i numeri, si sa, sono materia ostica tant’è che nel Codice da Vinci scrive che una Smart percorre  cento chilometri a litro. Sarebbe un’automobile eccezionale, peccato che ne faccia solo 20 e in condizioni ottimali. Lo rimarchiamo, gli errori segnalati dal Daily sono 50, troppi per proporli tutti, vi invitiamo a leggere l’articolo originale, consapevoli che andrare a scovare errori al cinema o tra i romanzi (in gergo bloopers)  è uno sport decisamente divertente. Tuttavia a voler essere rigorosi, si può sempre obiettare che all’opera di fantasia tutto può essere concesso, insomma c’è qualcuno che crede d’imparare qualcosa leggendo Dan Brown? Il problema vero, piuttosto, sembra un altro: i thriller dell’americano – secondo molti  – hanno l’insopportabile difetto di reggere all’esame di un lettore sufficientemente attento, che finisce sempre per capire quello che accadrà ben prima di quando abbia deciso l’autore. E se ci aggiungiamo una prosa così e così e la lunghezza dei volumi, si capisce perché Il Codice Da Vinci sia ormai rifiutato anche al mercatino delle dame di San Vincenzo.

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