Grandi mostre: “Il Potere e la Grazia. I santi patroni d’Europa”
L’Europa è posta sotto la tutela di sei santi protettori, sei evangelizzatori, sei protagonisti della sua storia. Ogni stato europeo ha poi i suoi patroni, se ne contano una settantina, alcuni più, altri meno acclamati dalla religiosità popolare, talvolta eletti dal potere politico o celebrati dalle élite intellettuali, o ancora nei secoli impugnati come vessilli e catalizzatori dell’identità nazionale. Insomma, che si sia animati dalla fede o che si guardi alla storia europea con occhi laici, non non si può negare che questo Continente sia stato fatto in una maniera o nell’altra anche da una corposa schiera di santi: dai martiri dell’età paleocristiana ai santi medievali, queste figure hanno influenzato fortemente sia la vita sociale sia quella politica. Ed hanno caratterizzato l’arte, ovviamente, che per la divulagzione del messaggio cristiano è stata cassa di risonanza fondamentale e probabilmente, imprescindibile. Sono questi aspetti che tende ad evidenziare la mostra “ Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d’Europa” che dall’8 ottobre al 10 gennaio sarà ospitata a Roma, a Palazzo Venezia.
Una delle grandi mostre che caratterizzano l’autunno capitolino, non a caso il 7 orrobre, ad inaugurarla, saranno il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano e il presidente del Consiglio Berlusconi. . Curata da don Alessio Geretti del Comitato di San Floriano la mostra propone un percorso lungo cento opere di artisti come van Eyck, Memling, Mantegna, Del Sarto, van Dyck, Tiziano, Veronese, El Greco, Guercino, Caravaggio, Murillo, Tiepolo. Attraverso di essi l’esposizione propone un vero e proprio viaggio nel tempo, nella cultura e nella storia sociale e politica d’Occidente. E’ evidente che uno degli intenti della mostra sia quello di lanciare un messaggio alla contemporaneità, offrire un contributo al dibattito culturale
su questioni come identità, laicità, civiltà e religioni. Allo spettatore la libertà di cogliere o meno l’impronta religiosa della mostra, la sua affermazione, attraverso il bello, di quelle “radici cristiane” inserite nella Costituzione europea. Qualsiasi aspetto si privilegi, a Palazzo Venezia passerà una collezione di tesori assoluti, raccolti dal filo conduttore dell’intreccio fra potere, religione e arte.
IL PERCORSO
Articolata in dieci sezioni, l’esposizione è costruita come un grande racconto che ripercorre, dall’epoca dei di Roma imperiale sino al XX secolo, le principali tappe della storia europea. La prima sezione introduce nel mondo dei santi, tra cielo e terra, tra Europa occidentale ed orientale. Le sezioni dalla seconda alla quinta ricostruiscono con immagini intense e sintetiche le principali tappe della storia della santità antica e, parallelamente, della vicenda della cristianizzazione dell’Occidente: dall’era dei martiri al culto che si sviluppa sulle loro sepolture e attorno alle loro reliquie, ai grandi pellegrinaggi che tracciarono cammini di milioni di credenti e di penitenti tra nord e sud dell’Europa. Si aprono quindi tre sezioni di importanza centrale nella mostra: i re santi, i cavalieri di Dio e i santi della mistica e della carità. Si rievoca così la lotta del potere contro la santità: è il caso dei martiri uccisi da sanguinari sovrani o da congiure di palazzo e poi eletti patroni dei loro popoli e dei loro regni, come ad esempio Giovanna d’Arco.
Si indaga poi tra gli intrecci di santità e potere che cercarono sintesi in una stessa persona, dall’ideale dell’Impero Sacro alle grandi figure di sovrani santi e fondatori della Patria, come Stefano d’Ungheria e Olav di Norvegia, fino ai loro antenati spirituali, i Magi. La nona sezione presenta il testamento dei sei santi che sono stati costituiti patroni dell’Europa intera: Benedetto da Norcia, Cirillo e Metodio di Tessalonica, Caterina da Siena, Brigida di Svezia, fino a Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, la santa di Auschwitz. La decima sezione conclude il percorso riconducendo il visitatore a quanto il titolo della rassegna indicava come chiave di lettura di molti degli eventi ricostruiti dalla mostra: il rapporto tra potere e grazia, tra fede e cultura, tra comunità politica e Chiesa, tra coscienza e società.
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