Alle 17.59 di ieri, a St James’s Gate, a Dublino, il via ai festeggiamenti con un brindisi ad Arthur Guinness il birraio che 250 anni fa diede vita alla bruna più celebre d’Irlanda, la birra che porta il suo nome e che è diventata icona stessa dell’essere irlandesi. Il Global Arthur’s Day, partito nei locali della distilleria St. James , affittati a Guinness per 9mila anni (sì, 9mila anni), sono poi proseguiti in tutto il mondo, da New York a Lagos, a Kuala Lumpur dove si sono svolti gli eventi principali con spettacoli dal vivo e fiumi di birra, e poi festa in ogni pub dove il rito della birra irlandese si prepetra ogni giorno, anzi, ogni sera: si riempie la pinta a tre quarti, si lascia riposare la birra fino al si formarsi una linea bianca di schiuma, il “collare del vescovo”, poi si può riempire il bicchiere fino alla sommità. A Dublino un cast sellare ha brindato ad Arthur, oltre 60 gli ospiti tra cui: Natalie Imbruglia, Tom Jones, Razorlight, Paolo Nutini, Estelle, Sugababes e Kasabian. E non manca un risvolto benefico: come parte delle celebrazioni dell’Arthur’s day, la Guinness & Co. ha stanziato un fondo di 6milioni di euro con l’obiettivo di sostenere persone che operano a vantaggio delle loro comunità, in tutto il mondo.
Di seguito alcune immegini delle celebrazioni di Dublino
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