Ben Hur Live, il debutto mondiale divide la critica inglese. Il colossal a novembre al Forum di Assago
Grandioso, magnificente, imponente, maestoso, ed eccessivo; ma per il critico del Guardian che ne ha seguito mercoledì il debutto mondiale sulla scena londinese, si caratterizza soprattutto un deficit d’immaginazione. Stiamo parlando di Ben Hur live lo spettacolo degli spettacoli, il colossal teatrale che secondo il suo ideatore, Franz Abraham è destinato a collezionare cinquant’anni di successi.
Gli italiani, diciamolo subito, dovranno attendere meno: il 6 e 7 novembre l’appuntamento con Ben Hur è al Mediolanum Forum di Assago, la promessa è quella di una full immersion nell’immaginario di Roma antica, così come gli storici non ce l’hanno tramandata. Diretto da Philip Wm.McKinely (Hair) e scritto dall’autore britannico Shaun McKenna (sceneggiatore de Il signore Degli Anelli) il colossal vede nel team creativo persone del calibro di Stewart Copeland (fondatore e batterista dei Police), Mark Fisher (designer, creatore del “The Wall Tour” dei Pink Floyd, e la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino), Patrick Woodrove (light designer Michael Jackson,AC/DC) Mietta Corli (direttore dell’opera al Teatro La Scala di Milano). E poi 400 attori, 46 cavalli, due aquile, 120 colombe e 5 carri da combattimento per replicare combattimenti di gladiatori, trucchi da circo, una battaglia campale in mare, la Crocifissione, la scena di un’orgia e “ciliegina sulla torta” quella che viene presentata come la più avvincente gara di bighe dopo la caduta di Roma. Tanto per soddisfare le legittime curiosità del pubblico più calcolatore, il tour di Ben Hur live costerà 22milioni di euro, ma solo fino a Natale – riporta il Times. Praticamente il costo di un colossal cinematografico (Baarìa di Tornatore, ad esempio). La storia si ripete, ci sono racconti che hanno il senso del “mega” nel dna. E così deve essere per libro scritto 130 anni fa dal generale americano Lew Wallace (vissuto durante la guerra civile, dunque uomo avvezzo alle scene campali), la storia del principe ebreo del primo Secolo che divanta auriga fu un successo senza paragoni, poi 50 anni fa entrò direttamente nell’epopea Hollywood grazie al film con Charlton Heston che raccolse undici Oscar, tant’è che si dice che riuscì a salvare la MGM dalla bancarotta. Tuttavia, a voler ascolatere le critiche del giornaliste del Guardian, la maestosità dello show, i trucchi da circo, le scene di folla, le 600 tonnellate di sabbia adoperate per riscostruire la battaglia navale non bastano a farne uno show convincente e soprattutto, una vera novità.
“I cavalli sono bellissimi – si legge – e vedendo cinque squadre di correre in cerchio intorno alla O2 Arena dà una certa emozione, ma i picchi di interesse sono tutti lì… Non vi è alcun elemento nuovo o dinamiche che possano competere con quello che abbiamo già visto in TV e nei poemi epici dei film. Nonostante i suoi tentativi di scala, Ben Hur Live finisce per sentirsi piccolo”. Insomma, sarà in fin dei conti che Abraham – che ha impiegato 15 anni per mettere in piedi il colossal – si sia limitato a portare il cinema in teatro? Con quali risultati (non diamo per Vangelo le analisi di un critico, seppure dell’autorevole Guardian) lo vedremo a novembre a Milano. Nota finale: per fedeltà al periodo storico, lo spettacolo è in latino e aramaico, con una voce fuori campo che traduce. Per l’Italia sarà quella di Luca Ward, già doppiatore de Il Gladiatore (AD)
© Riproduzione riservata














[...] sto parlando di Ben Hur live [...]
Можно бесконечно говорить по этому вопросу. Так бывает. Вы мне не подскажете, где мне узнать больше об этом? В этом что-то есть. Большое спасибо за информацию. Очень рад. Я извиняюсь, но, по-моему, Вы не правы. Я уверен. Могу отстоять свою позицию. Пишите мне в PM.