Ferrara ospita la mostra “Boldini nella Parigi degli impressionisti”. Dal 20 settembre

Uno stile elegante ed una tecnica pittorica raffinata, queste le armi di Boldini, in mostra a Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 20 prossimo al […]

Uno stile elegante ed una tecnica pittorica raffinata, queste le armi di Boldini, in mostra a Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 20 prossimo al 10 gennaio. “Boldini nella Parigi degli impressionisti” intende fare luce sull’evoluzione pittorica dell’artista, in conseguenza delle contaminazioni artistiche subite nei suoi spostamenti. La mostra si compone di diverse parti, a cominciare da un prologo dedicato al periodo fiorentino, fino al momento che diede tanto alla sua professionalità, l’incontro con Meissonier e Fortuny riuscito a porlo come il loro diretto successore. Ma saranno i primi quindici anni di permanenza a Parigi a costituire l’essenza della mostra, quelli  ricchi di scene di genere, vedute di città, paesaggi, interni d’atelier, nudi e ritratti. Furono quelli gli anni in cui conobbe  Manet, Degas e Renoir, ma anche maestri allora più affermati, anche se oggi meno celebrati, come Fortuny e Meissonier, o i grandi stranieri Whistler e Sargent. Nomi da cui Boldini seppe però distaccarsi, proponendo un modus operandi tutto suo. A differenza delle rassegne precedenti, tutte antologiche, la mostra che Palazzo dei Diamanti dedica al maestro ferrarese indaga esclusivamente questo fondamentale capitolo della sua carriera per gettare nuova luce su una fase per lui determinante, ma ancora oggi poco studiata. Organizzata da Ferrara Arte e dal Clark Art Institute di Williamstown (Massachusetts), la mostra farà emergere tutta la complessità e il fascino della personalità boldiniana in quel quindicennio cruciale che condusse l’artista dall’esperienza macchiaiola, evocata nella prima sala della mostra, alla piena maturazione, negli anni Novanta, di quelle doti di ritrattista che da allora in avanti lo resero celebre nel mondo e i cui primi, eccezionali esiti concludono il percorso espositivo. E allora spazio a dipinti del calibro di  Place Clichy e Attraversando la strada, in cui si ravvisano gli elementi “del vero” catturati dalla realtà di una città. L’esperienza impressionista dell’en plein air è toccata con  Grande strada a Combes-la-Ville, e come molti impressionisti, Boldini è rapito dalla notte dei teatri e dei caffè, che possiamo trovare in  Studio per il caffè rosso. Un intero capitolo della mostra è dedicato al tema tutto boldiniano delle vedute d’atelier. La mostra approfondirà, infine, l’evoluzione dello stile del pittore nel genere del ritratto, dalle effigi ufficiali, a quelle che ritraggono amici e colleghi. Determinante fu il legame con la contessa Gabrielle de Rasty la quale, divenuta sua amante e musa ispiratrice, lo introdusse nella cerchia di una nuova committenza altolocata.

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