Nutrirsi in viaggio: italiani divisi tra una pizza a Sidney e un ragù di canguro
Ogni viaggio è un percorso di conoscenza, un momento culturale che avvicina – sempre – all’altro, anche quando si parte solo per godere di sole e mare. E anche se monumenti e musei neppure si sfiorano, se ci si tiene lontani dalla vita quotidiana della gente e dai luoghi “dove i turisti non vanno” c’è sempre un posto che in qualche modo ci parla della cultura altrui: la tavola. E i McDonald’s dove li mettiamo? E le varie pizzerie Posillipo e Bella Napoli disseminate ai quattro angoli del Globo? Non valgono per i viaggiatori italiani, almeno per quel 42 per cento che, nell’ennesimo sondaggio lanciato dalla comunità di viaggiatori TripAdvisor (11milioni di utenti nel mondo) ha dichiarato di voler sperimentare sapori nuovi, delizie esotiche come la carne di canguro, le pinne di squalo o i serpenti, che dal sondaggio sembrano essere le pietanze che più stuzzicano la curiosità dei viaggiatori. Sia chiaro pizza e lasagne restano comunque al top delle preferenze, ma è significativo che esista un’ampia minoranza che chiede di viaggiare nei sapori altrui. Ce n’è di che far festa assitendo alla caduta – parziale - del luogo comune che vedeva gli italiani percorrere migliaia di chilometri per andare a nutrirsi di spaghetti alla bolognese in Malesya. Neanche a dirlo: spaghetti sempre scotti e assolutamente sconosciuti a Bologna. E il capoluogo emiliano, guardacaso, nella classifica di TripAdvisor si prende un meritato (diciamo noi) primo posto nelle città del gusto, seguita da Firenze e da Napoli (città piuttosto maltrattata dalle guide gastronomiche). Roma, invece, si vede rubare lo scettro da Parigi che diventa la vera capitale internazionale dei piaceri della tavola. Altra chicca: sarebbero i ristoranti di Milano e Venezia i più costosi d’Italia, tuttavia non riescono a battere quelli di Parigi e di Londra, che presentano i conti più salati d’Europa. “E allora vado al McDonald’s”, a tentare il viaggiatore medio – di questi tempi – è innanzitutto la sobrietà dei prezzi. (AD)
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