Nell’anno in cui tutta la comunità mondiale è stata costretta a dare l’addio ad un vero e proprio mito della chitarra del calibro di Les Paul, ideatore dell’omonima chitarra elettrica americana di casa Gibson, in molti stanno tenendo le orecchie tese per aggrapparsi a qualche altro mito della chitarra che possa fare le veci del vecchio jazzista scomparso. Uno dei papabili miti del prossimo futuro è certamente William Thomas Emmanuel, universalmente noto come il miglior chitarrista d’Australia (anche Angus Young avrebbe dato il suo assenso a questo riconoscimento) è pronto ad arrivare in Italia il prossimo novembre, per la precisione il 28 a Firenze al Teatro SascHall. Emmanuel ha fatto la sua apparizione sulla scena mondiale con la vittoria al “Nammy”, il Nashville Musi Award del 1997. Da lì, tutto un crescendo musicale di compositore ispirato da Chet Atkins e Hank Marvin che ha portato l’artista australiano a collaborare con nomi del calibro Stevie Wonder, Eric Clapton, Michael Bolton, Tina Turner e perfino i Pooh, nel loro tour del 2001 monchè Bill Wyman, bassista dei “Rolling Stones”. Il maestro delle sei corde però, è specializzato in chitarra acustica, che i cultori del genere sanno essere più calda ed anche più difficile da suonare. Con l’acustica, le capacità emergono nitide e chiare, senza scherzi di distorsioni e con molti meno effetti. Tutto a pieno vantaggio del pubblico in sala. (d.r.)
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