Il nuovo lusso? E’ sostenibile. Verso il Forum Unesco delle industrie culturali

La cultura è un settore economico, avete dei dubbi? E’ fonte di occupazione e di reddito, e soprattutto è motore indispensabile allo sviluppo, sia umano [...]

La cultura è un settore economico, avete dei dubbi? E’ fonte di occupazione e di reddito, e soprattutto è motore indispensabile allo sviluppo, sia umano sia sociale. Un punto di partenza: l’Italian style. Possiamo definire la moda, il design e l’artigianato come industrie culturali? L’Unesco dice sì, anzi, dice che si deve. Da qui prende spunto il primo forum mondiale che l’organizzazione dell’Onu dedica alla cultura e all’industria culturale, in programma alla Villa Reale di Monza dal 24 al 26 settembre. E chi credeva che l’Unesco si occupasse solo di tutelare il pre-esistente (in genere se ne parla solo riferendosi all’elenco dei beni patrimonio dell’umanità)  deve ricredersi, questa nuova iniziativa, infatti, guarda avanti. Guarda allo sviluppo con lo scopo di convogliare gli sforzi dei privati, dei responsabili politici e delle menti creative affinchè la cultura affermi il ruolo che le compete nella crescita dei Paesi. Progettato come una piattaforma di scambi e di incontri su temi specifici che vanno da un’edizione all’altra, il Forum intende illustrare le potenzialità e il dinamismo del settore culturale, che non si misura solo in termini di percentuale del PIL, ma anche dalla sua capacità di trasformare la società. RVB_FOCUS_2_FR_20cm Nel concreto, durante le due giornate, l’Unesco annuncerà la creazione di un tavolo internazionale di performance nelle industrie culturali, un premio Unesco per l’innovazione in campo culturale, nonché un laboratorio di innovazione culturale riservato ai paesi in via di sviluppo. E questa prima edizione del Forum è dedicata al tema inaspettato di quel “matrimonio” tra ragione e creazione che partirisce l’industria del design e della moda, nonché l’ artigianato. Gli ingrediati del made in Italy, per dirla in breve. E per discuterne, è annunciata la presenza di importanti personalità del settore design e della moda, della cultura e dell’economia globale. UN NUOVO LUSSO – Sono le parole chiavi che sintetizzano la sfida in corso. Sfida che deve tenere presente la sostenibilità ambientale, le diversità culturali, lo sviluppo dei paesi più arretrati. In quest’ottica – dice il Forum – artigianato e industria del design e della moda rappresentano un antidoto alla crisi. Come? A lungo considerati come settori antitetici, l’artigianato e il mondo delle imprese del design e della moda condividono gli stessi valori di eccellenza, innovazione e creatività.

In questa combinazione vincente, l’artigianato di eccellenza porta creatività e tradizione, mentre l’industria del design rappresenta quella fonte di sviluppo economico che può grantire la sostenibilità di tali competenze. Per affrontare la crisi e continuare ad assumersi le proprie responsabilità economiche e culturali l’artigianato e industria del design e della moda possono rafforzare la loro associazione, creare sinergie e moltiplicare i ponti di cooperazione – che vanno considerati come ponti tra le culture-. Se dunque l’industria culturale riuscirà a convogliare, organizzare, promuovere e commercializzare le

Pompei - Mimmo Jodice

Pompei - Mimmo Jodice

competenze delle imprese artigiane (che generalmente sono realtà piccole e questa costante è comune sia ai paesi sviluppati sia a quelli in via di sviluppo) la possibilità di crescita di questo settore è compresa tra il 5 e il 20% nei paesi sviluppati e tra il 2 e il 6% nei paesi in via di sviluppo. Non male.

Ad accompagnare Il Forum due interessanti mostre una, dal titolo “L’arte del saper fare bene italiano”, propone un ampio sguardo sul Made in Italy (dalla Vespa agli arredi d’autore), l’altra, “UnescoItalia”, illustra attverso gli scatti di 14 fotografi i 44 siti Unesco italiani. Torneremo a parlarne. (AD)

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