Grandi mostre d’autunno: Bacon – Caravaggio alla Galleria Borghese

Tormentati, maledetti, rivoluzionari, geniali: Michelangelo Merisi da Caravaggio e Francis Bacon. Due artisti divisi da tre secoli di storia, eppure vicini. Per entrambi una vita […]

Tormentati, maledetti, rivoluzionari, geniali: Michelangelo Merisi da Caravaggio e Francis Bacon. Due artisti divisi da tre secoli di storia, eppure vicini. Per entrambi una vita al limite e un’ossessione che traduce il tormento interiore in pura arte: raccontare l’uomo.  E lo hanno fatto, con profondità, e pur nelle diversità della loro poetica e del loro tempo, hanno penetrato con sconvolgente originalità il mistero dell’esistenza rappresentando la verità spirituale nella più traumatica immediatezza della carne. Nel quattrocentesimo anniversario  della morte di Caravaggio e nel centenario della nascita di Bacon, a Roma la Galleria Borghese mette a confronto l’opera di questi immensi protagonisti della storia della pittura in quella che s’annuncia come una delle mostre dell’anno, allestita dal primo ottobre al 24 gennaio e curata dal soprintendente Claudio Strinati con Anna Coliva, direttrice della Galleria  e da Michael Peppiatt, storico dell’arte di fama mondiale, ma soprattutto amico intimo di Francis Bacon. L’evento rientra nel progetto “Dieci grandi mostre in dieci anni”, un programma che giunge alla qurta tappa, e che dopo aver portato in Galleria: Raffaello (2006), Canova (2007), Correggio (2008), proseguirà sino al 2015 con un percorso che toccherà, anno dopo anno: Dossi, Tiziano, Cranach, Bernini, Domenichino e in conclusione, indagherà “I Borghese e l’antico”. In questo 2009 si realizza dunque un’esposizione mai realizzata prima, che vedrà affiancati venti dipinti di Caravaggio ad altrettanti capolavori di Francis Bacon, alcuni dei quali mai visti a Roma. Superando la stretta ricostruzione storico-critica, l’esposizione propone al pubblico un percorso soprattutto emozionale a cui aderire lasciandosi andare alle suggestioni ed alle corrspondenze spontanee che nascono dalla visita. E infatti Bacon non ha nulla di Caravaggio e non si è ispirato a lui, “ma se c’è un artista del nostro tempo che può essere equiparato a Caravaggio è proprio Bacon”, affermano gli organizzatori. E non a caso Bacon  rifiutava l’accostamento delle sue opere a quelle degli artisti del passato. E’ quindi la storia personale dei due artisti a renderli tanto simili, affinità di vita. Caravaggio è intimamente legato alla storia della Galleria Borghese che diventa il luogo privilegiato per celebrare il quarto centenario dalla sua morte. A Scipione Borghese, infatti, erano destinati i due dipinti che recava con sé al momento della morte, ed è con il Cardinale che egli ebbe il rapporto più intenso e storicamente più ricco di conseguenze. La Galleria Borghese mantiene vive le tracce di questo rapporto attraverso sei capolavori, il Fanciullo con canestro di frutta, Bacchino malato, Madonna dei Palafrenieri, Davide con la testa di Golia, San Gerolamo scrivente e San Giovanni Battista, tramite i quali è possibile illustrare l’intero arco della sua vita. La collezione permanente della Galleria Borghese verrà arricchita da opere chiave della sua produzione come la Negazione di Pietro dal Metropolitan di New York, la Caduta di Saulo da Santa Maria del Popolo a Roma, il Martirio di Sant’Orsola (l’ultima opera di Caravaggio custodita in Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli); il Ritratto di Antonio Martelli, Cavaliere di Malta da Palazzo Pitti. A queste verranno affiancate le tele di Francis Bacon provenienti dai maggiori musei del mondo, eccezionalmente concesse alla Galleria Borghese dopo la monografica organizzata dalla Tate Modern assieme al Prado e al Metropolitan. Opere in cui l’artista inglese, con maggiore intensità, ha voluto indagare il mistero dell’anima attraverso la rappresentazione ideale del corpo, un corpo che ci appare sconvolto e deformato ma, soprattutto, sofferente. Alle opere di Caravaggio verranno quindi affiancati 20 capolavori di Francis Bacon: i grandi trittici come Triptych August 1972 dalla Tate Gallery di Londra e Triptych inspired by the Orestia of Aeschylus dall’Astrup Fearnley Museum di Oslo, le sue immagini di papa Innocenzo X di Velazquez come Head VI dalla Arts Council Collection di Londra, i ritratti come Study for a portrait of George Dyer, Portrait of Isabel Rawsthorne 1966 dalla Tate Gallery o Three studies of Lucian Freud. Decisamente una mostra da mettere in agenda.

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