“New York minute”: sessanta secondi a NYC attraverso sessanta artisti
Sessanta, come i secondi che compongono un minuto. Ed in un minuto a New York, la città più dinamica del Globo, vengono compiute decine di milioni di azioni. La maggior parte di queste saranno banali, le scartiamo, altre parleranno invece d’arte ed altre ancora di relazioni umane. E sessanta sono gli artisti della scena newyorchese che dal 20 settembre al Marco Future di Roma, racconteranno, ciascuno a modo suo, la drammaticità, il rischio, la velocità e il dinamismo delle diverse scene creative della Grande Mela. Titolo della collettiva, in allestimento (solo) sino al primo di novembre è non a caso “New York minute”.
Curata da Kathy Grayson, è questa la prima mostra organizzata dalla Fondazione Depart (www.nym.departfoundation.org) , sodalizio d’arte emergente dedicato allo sviluppo e al sostegno di artisti contemporanei il cui lavoro e le cui carriere si allontanano dai precedenti tentativi o dai predecessori. E per coerenza con la mission niente di meglio dunque che partire dalla capitale mondiale delle nuove tendenze. Tuttavia non tutti i 60 artisti chimati a raccolta fanno base a New York, per i molti che operano a downtown Manhattan, altri lavorano a Providence, San Francisco, Los Angeles, Portland, Virginia Beach e perfino Tokyo. Ma New York è un’icona, è un modo d’essere e di sentire, e l’arte in mostra esplora alcune delle principali tendenze del nuovo modo di fare arte che qui si esprime al top: svecchiare l’action painting e l’astrazione con la durezza della vita di strada; sintetizzare la cultura pop in artefatti artigianali e sinceri; spingere il concettuale verso vie nuove e assurde; organizzare collettivi e portare l’arte interdisciplinare in tour; trasferire l’attitudine punk all’assemblaggio, al collage e alla scultura. Queste nuove tendenze sono genericamente riassunte nella mostra in tre diverse categorie. C’è lo street punk di artisti come Dash Snow, (scomparso poco più di un mese fa), Terence Koh, Nate Lowman, Aurel Schmidt, Agathe Snow, Hanna Liden che trasformano l’energia oscura delle strade in progetti sinceri e provocatori sotto forma di collage, performance, musica e scultura. C’è poi la wild figuration di Chris Johanson, AVAF, Paper Rad, Takeshi Murata, Francine Spiegel. Artisti che prediligono esplosioni di pigmenti prismatici e oggetti fatti a mano o trovati. Usano la grafica e le citazioni del mondo del fumetto, insieme a un immaginario pop di cultura “bassa” per creare nuove raggianti creature. Un terzo gruppo di artisti esplora invece la new abstraction. Alcuni vanno aggiornando
l’astrazione della scuola newyorchese con l’energia della strada, come Dan Colen, Rosson Crow o Sterling Ruby; altri, come Tauba Auerbach, Xylor Jane o Ara Peterson, rivitalizzano approcci demodé nei confronti dell’astrazione con nuove visioni dell’era digitale. Tra gli highlights di New York Minute segnaliamo “Downtown Don”, il negozio di Aaron Bondaroff con tutte le fanzines, i dischi, gli stickers, le t-shirts e i libri prodotti dagli artisti in mostra. Il creatore di Tinyvices, Tim Barber curerà una sua piccola sezione all’interno della mostra con contributi dalla sua rete di giovani fotografi da tutto il mondo. Inoltre, in occasione dell’opening (19 settembre) si terrà un concerto del gruppo punk newyorchese A.R.E. Weapons.
© Riproduzione riservata














