Nel 2010 Parigi avrà un’attrazione in più, un gigantesco Moai, in arrivo fresco fresco da Rapa Nui che si fermerà, ma solo per alcuni giorni, nei giardini delle Tuileries del Museo del Louvre. Sarà una sorta di simbolica odissea per il monolite, anima degli isolani e testimonial di pace, restaurato e scelto dagli stessi abitanti dell’Isola di Pasqua per porre al centro dell’attenzione internazionale il patrimonio culturale della sperduta isola del Pacifico ed il suo fragile ecosistema.
Artefice del progetto battezzato “Moai: Journey of Light” è una risonante griffe della moda, Louis Vuitton che ha dato il via alle azioni di sensibilizzazione costituendo proprio in questo 2009 una Fondazione Rapa Nui. Ed uno dei mezzi scelti per veicolare il messaggio è l’arte, più precisamente sono le “Scritture silenziose” di una mostra che dal 24 settembre, in occasione della settimana milanese della moda, sarà allestita a Palazzo Dugnani. Tre tavolette glifiche originarie dell’Isola (le tavolette Rongo Rongo) e ancora indecifrate sono le scritture silenziose attorno alle quali si radunano le opere di quindici artisti contemporanei. “Realizzate tra il XVII ed il XVIII secolo, le tavolette di Rapa Nui presentano un sistema di glifi rimasti indecifrati, ossia silenziosi, dal giorno della loro scoperta. Conservate nei Musei Vaticani dal 1925, tre di queste tavolette sono state eccezionalmente concesse in prestito per questa mostra. Partendo da queste “scritture silenziose”, il nostro intento è stato quello di riunire alcuni artisti contemporanei attorno al concetto di impronta, di traccia, di segno e di scrittura” afferma Hervé Mikaeloff, curatore della mostra.
Impronte, Tracce, Simboli e Scritture.
Le Impronte possono essere interpretate come espressione di un gesto, per come vengono utilizzate nei disegni e nei dripping di Ernesto Neto, nei video e nelle performance coreografiche di Robin Rhode o nei “graffiti pieces” creati da artisti di strada.
Le Tracce riguardano le memorie di un lavoro, come nella scultura di Giuseppe Penone o nell’installazione creata dalla coppia Wade Guyton e Kelley Walker. Claude Closky allunga l’alfabeto latino aggiungendo 74 nuovi caratteri, riesplorando il potere associativo reciproco delle lettere, mentre Charles Sandison crea un mondo che è allo stesso tempo primitivo e futuristico attraverso la proiezione di combinazioni di parole entro uno spazio appositamente dedicato.
Barbara Kruger utilizza immagini e parole intrecciate in un’opera creata appositamente per la cupola dell’Espace culturel Louis Vuitton e riadattata per l’installazione a Palazzo Dugnani. Lawrence Weiner realizza una dichiarazione d’intenti sotto forma d’installazione murale. Ni Haifeng confronta la composizione di un sistema di scrittura di altre culture con gli scritti del pensiero predominante occidentale. Marco Nereo Rotelli trasforma i misteriosi Simboli Rongo Rongo in poesia.
La Scrittura, da un punto di vista musicale, viene evocata dall’opera di Idris Khan. La scrittura può essere anche imprigionata, come le lettere censurate dei prigionieri di Guantanamo, radunate da Jenny Holzer o può creare una testimonianza biografica intima, come nella neon art e nei tessuti ricamati di Tracey Emin. Per Joseph Kosuth l’arte è semplicemente linguaggio: una definizione della parola estrapolata dal dizionario è sufficiente per spiegare il concetto artistico.
SCRITTURE SILENZIOSE
Palazzo Dugnani – Milano
24 settembre – 31 ottobre 2009 Da martedì a domenica dalle 9:30 alle 19:30; lunedì dalle 14:30 alle 19:30 (Ingresso libero – Visite guidate gratuite)
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