Non solo scrittori al Festivaletteratura, la rassegna che dal 9 al 13 settembre animerà la città di Mantova con decine di appuntamenti culturali, forse centinaia. Tra le chicche di questa XIII edizione c’è un omaggio ad una voce d’eccellenza della musica italiana troppo presto dimenticata: Giuni Russo (1951 – 2004). Per ricordarla con un incontro in programma domenica 13 al teatro Sociale (ore 11.30), il Festivaletteratura ha chimato tre persone che le furono amiche: Franco Battiato, Maria Antonietta Sisini (coautrice di molte delle sue canzoni) e la scrittrice Bianca Pitzorno, che con la Sisini ha raccolto le memorie della cantante e le messe in un libro “Giuni Russo. Da Un’estate al mare al Carmelo” (AsSaggi) che uscirà in libreria mercoledì prossimo (con cd audio e dvd). Chi fosse Giuni Russo lo racconta la Pitzorno alla redazione del Festival: «Era una donna che aveva dedicato tutta la vita alla sua arte, il canto. Cantare era la sua vocazione, nata nell’infanzia e coltivata sino alla fine. Quando le dicevano che aveva talento, Giuni rispondeva che sì, aveva ricevuto un talento, come il servo della parabola evangelica, e che era chiamata a metterlo a frutto». Una partenza lenta che abbraccia la sperimentazione, un successo sfolgorante (anni ’80) con Un’estate al mare e altri brani estrememente popolari, quindi il ritorno alla ricerca creativa, alla sperimentazione e, negli ultimi tempi a canzoni d’ispirazione spirituale. Scelte che le appiccicheranno addosso la fama di artista incompresa. «Questo rischia di diventare un cliché che Giuni non merita: l’artista incompresa. È vero che non tutte le sue canzoni hanno avuto la diffusione popolare di Alghero o di Un’estate al mare. Ma Giuni Russo aveva scelto consapevolmente una strada difficile, un’espressione artistica raffinata. C’era chi la capiva e la apprezzava proprio per questo. I suoi ammiratori erano fedeli ed entusiasti. Durante i suoi concerti si creava una atmosfera magica, vibrante… >>. Probabilmente l’omaggio migliore che si possa fare a Giuni Russo è proprio quello di riproporre le sue incisioni.
© Riproduzione riservata


