<<La storia del Gatto con gli stivali insegna che godersi in pace una ricca eredità, passata di padre in figlio, è sempre una bella cosa: ma per i giovani, l’industria, l’abilità e la svegliatezza d’ingegno valgono più d’ogni altra fortuna ereditata. Da questo lato, la storia del gatto del signor marchese di Carabà è molto istruttiva, segnatamente per i gatti e per i marchesi di Carabà>>
Così il papà di Pinocchio, Carlo Collodi - non Geppetto -, scrive in calce alla sua trascrizione della nota fiaba di Charles Perault che ha per protagonista il furbo felino. Che i gatti abbiano ispirato artisti, scrittori e poeti è noto, lo stesso Collodi inserisce nel suo
capolavoro un gatto a fare il paio con la volpe. Certo, nello specifico collodiano il gatto è essere alquanto losco, un ladro, come “mariòla” d’altronde è la gatta citata da una famosa poesia di Eduardo, che pure dei felini era un grande estimatore. Ma torniamo a Perrault e a Collodi, poichè il Gatto con gli Stivali è protagonista della mostra che dal 12 settembre al 30 dicembre sarà allestita a Rovigo, in Palazzo Roverella per la seconda edizione della rassegna “Racconti illustrati”. La formula della mostra è semplice ed efficace: il testo della fiaba è illustrato dalle tavole originali di due grandi illustratori, Maria Sole Macchia e Eric Battut, due modi molto diversi, entrambi originalissimi, di rappresentare il medesimo testo narrativo. Da sottolineare che al Gatto di Battut, edito da Bohem Press, è andato il Premio Andersen 2002 come miglior libro illustrato.
Accanto a questa parte “monografica” verranno esposte numerose altre tavole originali di altri illustratori che si sono impegnati con il medesimo soggetto con, in più, uno spettacolare omaggio ai gatti, con e senza stivali. Felini disegnati da Francesca Chessa, Tony Ross, Paolo Domeniconi, Giovanni Manna e da altri protagonisti del mondo internazionale dell’illustrazione. In parallelo Palazzo Roverelle ospiterà un’altra mostra dedicata alle illustrazioni di Natale. (AD)
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