Graphic novel: quel fenomeno in continua ascesa
La cultura fa sempre più riferimento a dei contenitori alternativi, ed uno di questi può essere considerata la graphic novel (in italiano “romanzo grafico”) che propone dei romanzi attraverso veri e propri fumetti. Qual è la differenza esistente tra un fumetto ed una graphic novel? Ampia è la discordia sul tema ma una cosa è chiara: una graphic novel si contraddistingue per avere un inizio, una parte centrale ed una fine, e soprattutto, non è possibile trovarlo in capitoli proposti all’interno di altre pubblicazioni periodiche come i giornali. Altra caratteristica che separa la graphic novel dai tradizionali fumetti è la portata psicologica dei personaggi, spesso legati a contesti storici altamente conflittuali. È per questo che nel panorama della letteratura si sono fatti strada molti esperimenti legati al mondo dei fumetti, che hanno segnato una strada autonoma rispetto alla restante parte. Così, graphic novel del calibro di Maus di Art Spiegelman o Persepolis di Marjiane Satrapi, vengono studiati in diversi indirizzi universitari come strumenti per conoscere spaccati di storia (l’olocausto visto attraverso gli occhi di un topo in Maus) o culture diverse rispetto a quella occidentale (la rivoluzione islamica in Iran, in Persepolis). Interessante anche quando il graphic novel si mette al servizio del giornalismo, creando dei veri e propri reportage. È questo il caso delle opere di Joe Sacco, che ha voluto raccontare il dramma della Palestina. Una delle tendenze che si possono spesso riscontrare in queste opere è la presenza di animali, tant’è che per molti versi sono più simili a delle parabole piuttosto che a dei romanzi, proprio per una semplicità di costruzione che riesce ad essere compresa anche dal lettore medio. Questi animali assumono fattezze umane, e molte volte sono anche in grado di parlare, come il protagonista di Maus o le creature di Joann Sfar che possiamo trovare nel ciclo “il gatto del rabbino”. Anche in Italia abbiamo diversi esempi, che sono riusciti a cambiare la vita a persone di tutti i giorni, come Giovanni Di Gregorio e Claudio Stassi, autori di “Brancaccio”, graphic novel dedicato alle storie dell’omonimo quartiere palermitano, conosciuto per l’alta densità mafiosa. A loro più volte è stato intimato di smettere di scrivere. Ma questa è solo una parte di quello che costituisce l’immenso mondo fumettistico nel nostro emisfero, toccare l’Oriente significherebbe fare i conti con lo scenario aperto dai Manga. Fatto sta che si tratta di un genere che continua a crescere, in barba alle critiche di chi lo ritiene una forma di cultura di serie B. (Manuela Prestifilippo)
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