Kapoor, Penone, Höller: la natura del Pollino abbraccia l’arte contemporanea

Un altro Sud”, ovvero come rinascere attraverso l’arte contemporanea. E come l’arte contemporanea può ritrovare nuovi stimoli prendendo in considerazione la natura per molti versi ancora incontaminata di un territorio che per antica opinione è il più dimenticato d’Italia, la Basilicata. Se Cristo s’è dunque fermato a Eboli, Anish Kapoor arriva fino a Potenza per carpire suggestioni dalle viscere del pianeta e offrirle al pubblico con un’installazione site specific che si allunga per 45 metri penetrando per sette nella crosta terreste. Questo in un luogo, le terme di Latronico, dove la Terra restituisce  calore e acqua in uno spettacolo senza tempo. “Earth cinema”, titolo dell’opera, ed ogni spiegazione ulteriore appare superflua.

Kapoor

Kapoor

E’ l’artista indiano uno dei tre protagonisti di  “ArtePollino, un altro sud” l’iniziativa che promuove attraverso l’arte contemporanea il versante lucano del Parco Nazionale del Pollino, il più grande parco naturale d’Italia. Sabato l’inaugurazione dell’articolato pogetto che lascerà in permanenza, in una delle più belle aree naturalistiche della Penisola, tre installazioni in grado di interpretare lo spirito dei luoghi e allo stesso momento di attrarre l’attenzione del mondo sul territorio. Carsten Höller e Giuseppe Penone sono gli altri due artisti ospiti Höller a San Severino Lucano, su una collina che guarda nella valle del Frido offrendo uno straordinario panorama, ha realizzato “RB Ride”, una gigantesca giostra con 12 braccia. L’opera funziona come una normale giostra ma dal movimento lentissimo, quasi esasperante. Carsten Höller ama disorientare e provocare lo spettatore, alterando i meccanismi percettivi tradizionali. Molte delle sue opere al primo impatto appaiono ironiche e giocose, ma dietro l’aspetto innocente l’artista insinua elementi di dubbio ed incertezza, in grado di cambiare l’ordinaria percezione delle cose. Ne sono un esempio i grandi scivoli realizzati per la Turbine Hall della Tate Modern a Londra nel 2006, definiti dall’artista “generatori di ebrezza e felicità“.

Höller

Höller

Giuseppe Penone ha invece realizzato la sua opera a Noepoli in val Sarmento.

Lungo una fiumara Penone ha realizzato “Teatro vegetale”, che così descrive: “Un luogo che si inserisce nel paesaggio della regione, creato con elementi vegetali che ne regolano gli spazi e ne delimitano le parti“. Il teatro, che ha la forma di un cerchio del diametro di 125 metri, è realizzato solo con elementi naturali. Al centro uno specchio d’acqua tra il pubblico e il palco. Ritorna in quest’opera di Penone l’idea che non esista distinzione tra l’uomo e le altre cose. A completare il progetto di ArtePollino, una serie si attività che durante il mese coinvolgeranno artisti come Claudia Losi, penoneNils-Udo, Anni Rapinoja e il violoncellista Mario Brunello. Per visitare le installazioni (visibili già da luglio, ma ripetiamo solo nel week end ci sarà la cerimonia inaugurale) sono stati predisposti anche dei tour guidati e servizi di navette (www.artepollinobasilicata.it). E per chi si trovasse in questo periodo a passare da Potenza, c’è un altro progetto che merita una visita, in pieno centro cittadino, “Arte in transito”, tra gli artisti, Daniel Buren. (AD)

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