Conversando con Michele Mirabella, il professore della televisione
Michele Mirabella è con Renzo Arbore il pugliese più amato della tv; famoso anche per essere il conduttore più elegante della televisione italiana. E’ noto, infine, come il “professor Mirabella” e d’altronde professore lo è davvero, già docente all’Univeristà di Lecce e poi a Bari e a Milano di “Sociologia della comunicazione”. E sulla cattedra, ma di conduzione, Michele Mirabella sale ogni volta che va in televisione: oggi con “Cominciamo bene – estate”, il programma della mezza mattinata di RaiTre che si appresta a portare a termine dopo tre mesi di appuntamenti quotidiani, e domani – ovvero da novembre – con una nuova edizione di Elisir, trasmissione dedicata alla salute che dal 1996 è nel palinsesto della terza rete pubblica.
Conversazione forbita ma chiarissima, portamento sobrio, il rispetto portato al pubblico con un’amichevolezza che evita ammiccamenti e toni sbracati. E’ questo l’inconfondibile stile del professore, stile che non sembra mai il frutto di una scelta, né di sapienti costruzioni. E’, insomma, ciò che appare di un modo d’essere. Il modo Mirabella che non prevede alcuna formula mandata a memoria perché è, semplicemente, espressione di cultura.
DT – Docente universitario, autore (televisivo e teatrale), regista di teatro, conduttore di programmi per la radio e per la tv, e quando c’è stata l’occasione anche attore. Manca qualcosa a questo curriculum?
MM – Non le pare abbastanza?
DT – Magari un nuovo progetto…
MM – Una cosa ci sarebbe, essendo alquanto ferrato in buone maniere mi piacerebbe fare il maggiordomo. O per meglio dire, mi piacerebbe avere un maggiordomo, una cosa civilissima ma sono carissimi non posso permettermene uno…
DT – Un maggiordomo? Una colf non basta?
MM – Non lo prenda come un lusso da snob
DT – E cos’è, allora…
MM – E’ il piacere per l’utilità che solo un maggiordomo può avere, per un uomo che vive solo è il massimo. Un portatore di buone maniere che è un po’ segretario, un po’ consigliere, un po’ confidente, è quello che ti suggerisce cosa indossare, quale colonia mettere…
(e intanto squilla il cellullare, il professore risponde, tempo un istante e torna)
Ecco, se avessi avuto il maggiordomo, adesso… ma sono cari, terribilmente cari
DT – Torniamo alle certezze, una di queste si chiama Elisir, può annunciarci qualche novità?
MM – Rimaniamo nella tradizione e come da tradizione, cominceremo la nuova stagione a novembre in corrispondenza della giornata per la Lotta contro il cancro…
DT – Elisir ha il pregio di parlarci di salute senza farci sentire ammalati e sono ormai molti anni che il suo volto d’identifica, anche, con la trasmissione. C’è qualcuno che la ferma chiedendole consigli medici?
MM – Capita, ma negli ultimi tempi sempre meno. Forse perché si è sparsa la voce che certe domende mi irritano profondamente, quindi le scoraggio con ruvida fermezza. Non sono un medicio, io faccio tv, mi occupo di comunicazione, se mi mettessi a pontificare di medicina tradirei lo spirito con cui è nato Elisir. Quindi ad ogni riposta rimando al medico di famiglia, che è sempre più bravo della televisione.
DT – “E’ vero l’ho sentito in tv”, tutto sbagliato, dunque
MM – L’onnivora potenza della televisione non può né deve sostituirsi ai medici, né allo stato, alla scuola o alla polizia.
DT – E cosa guarda in televisione?
MM – Sono un estimatore di Rai Storia di Minoli e di Rai 4 di Freccero. Mi piace la storia, amo i documentari ed i programmi d’informazione, per questo apprezzo anche molti gioiellini di Sky. Sono tra coloro che ringraziano il digitale terrestre, anche se su mille canali 990 li ritengo inutili, però tra quei dieci c’è del buono.
DT – E di cosa fa a meno, in televisione, ovviamente
MM – Del varietà, che mi annoia profondamente. Li guardo per tre minuti per vedere la regia e poi giro, meglio una buona fiction, allora. Anche se quelle che apprezzo sono ben poche. Alla fine meglio un buon film d’azione, quelli mi piacciono. Mi piace il lieto fine, mi piace vedere trionfare il giusto …
DT – E i film d’amore?
MM – Anche quelli, sono noiosissimi. E’ che gli innamorati sono noiosi, sono scontati. In letteratura c’è già tutto, dopo l’epistolario di Abelardo ed Eloisa, dopo Romeo e Giulietta da aggiungere c’è ben poco. Certo ci sono stati altri grandi romanzi d’amore, penso ad esempio ad Anna Karenina, ma erano scritti bene, erano scritti con sapienza. Al contrario oggi vanno di moda storie adolescenziali che non si sa bene a cosa si ispirino …
DT – All’attualità degli adolescenti
MM – Gli adoelscenti da raccontare non hanno proprio nulla, come diceva Benedetto Croce il loro dovere è solo quello di crescere. Certo, esiste una grande letteratura per i più giovani, ma era scritta da adulti: de Amicis, Carrol, Collodi, Vamba, tutta gente che aveva vissuto. Oggi non c’è rispetto verso gli adolescenti, i media li vezzeggiano perché li considerano consumatori, e questo non è rispetto.
DT – Prima ha accennato ai film, comincia il Festival di Venezia, cosa le piacerebbe ritrovarvi?
MM – Un mio film
DT – Allora oltre a quello di volersi procurare un maggiordomo ha anche altri progetti…
MM – Ho idee in continuazione, ho scritto anche diversi soggetti, ma per il mio eccesso di autocritica ho sempre cestinato tutto. Ci vuole un po’ di spudoratezza, la faccia tosta che non è proprio la stessa cosa della sicurezza di sé. E questo limita perché poi confronti le tue idee con quello che c’è in giro e ti accorgi che non erano male.
DT – Allora non è contento del suo pudore
MM – Lo sono, in fondo lo sono. E poi per fare cinema occorre lavorare molto, io sono pigro
DT – Ozioso?
MM – Apprezzo gli ozi alla maniera romana, nel senso che non me ne sto mai con le mani in mano, ma quando ho del tempo leggo, metto a posto l’archivio, faccio ordine, oppure cucino, sono un cuoco discreto.
DT – Cambiamo argomento, in televisione lei rimanda l’immagine di un uomo del Sud, legato alla sua terra ma che si pone al di sopra di ogni stereotipo. Qual è il suo rapporto con la Puglia?
MM – Amo la mia terra, ne ricerco costantemente il tepore. Oramai conosco sempre meno persone, ma ci torno per dedicarmi ai luoghi, ai paesaggi della mia Bitonto o della mia Bari.
DT – Come vorrebbe ritrovare il Sud tra qualche anno?
MM – Più educato, più civile e con meno villani, perché una volta era così. Col benessere la prima cosa che è arrivata è la cafonaggine, la maleducazione, la schietta volgarità. Ma un difetto doveva pur esserci.
(a cura di Antonella Durazzo)
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[...] Michele Mirabella riprederà la trasmissione Elisir, su RaiTre, a novembre. E’ il 13 anno che questo programma va in onda con punte d’ascolto interessanti grazie anche alla filosofia di Elisir, trattare temi riguardanti la salute ma con sobrietà, senza quelle emozioni che caricherebbero di drammaticità l’ora di tv. Informare, rigorosamente è la parola d’ordine del programma che tuttavia ha trovato la formula giusta tra l’attendibilità scientifica e la comprensibilità che forse è il primo passo verso la prevenzione. [...]