Mostra di Venezia: tutti (o quasi) i volti del festival

Sarà al via mercoledì la 66ma Mostra del Cinema di Venezia, tra attese, previsioni, nomi, numeri  e titoli, tra concorsi, retrospettive, omaggi, sezioni ufficiali e [...]

Sarà al via mercoledì la 66ma Mostra del Cinema di Venezia, tra attese, previsioni, nomi, numeri  e titoli, tra concorsi, retrospettive, omaggi, sezioni ufficiali e non, districarsi nel grande luna park festivaliero è impresa ardua, anche guardando da lontano.

In realtà la Mostra del Cinema di Venezia non è mai solo una: esistono tanti festival quante sono le persone o le categorie che in una maniera o nell’altra vi entrano a fare parte.

Il film di Michael More è tra i più attesi

Il film di Michael More è tra i più attesi

C’è – primo su tutti – il festival “misterioso” delle star, dei motoscafi coi sedili banchi e delle passerelle plaudenti, è il festival delle feste private e dei pubblici flash che volente o nolente ostenta se stesso al festival parallelo di coloro che al Lido ci vanno, ma per accalcarsi a vedere il passaggio. Peraltro il red carpet quest’anno sarà alquanto ben frequentato, grazie anche alla copiosa partecipazione americana che conta almeno sei titoli nelle sezioni che contano. Dunque per i “guardoni” da tappeto rosso è bene prendere nota, tra i nomi più glam sono annunciati: Nicolas Cage, George Clooney, Charlize Theron, Eva Mendes, Richard Gere, Sylvester Stallone, oltre agli italianissimi Maria Grazia Cucinotta (madrina della 66ma Mostra) e Luciano Ligabue (membro della giuria del concorso ufficiale).

C’è poi il festival della sala stampa, ovvero il festival degli accreditati. Questo festival comincia alle 8.30 con le proiezioni speciali e va avanti sino a notte tra conferenze, interviste, qualche gossip e ancora proiezioni. Segno distintivo della categoria è la sufficienza, qualcuno lo chiama distacco professionale. Quest’anno però mancherà un nome caro a tutti gli amanti del cinema, Tullio Kezich scomparso nei giorni scorsi. Sin dal dopoguerra aveva seguito la Mostra con puntualità.

Baària di Tornatore, il film di apertura

Baària di Tornatore, il film di apertura

C’è un festival emozionante, il festival di quelli che è la prima volta, pubblico disorientato anche quando cerca la Sala Grande; e quindi il festival delle starlette, e quello dei professionisti del cinema che vanno a Venezia per stringere rapporti e suggellare accordi (in genere pochi e ben nascosti, almeno quelli che contano); il festival dei cinefili, riconoscibili dal pallore (la luce del cinema non abbronza) e dalle voluminose borse di tela cariche di chissàcosa. Il festival dei venziani “che una volta sì che in laguna arrivava gente fina”. E infine il festival delle sezioni parallele, dove tutto dovrebbe essere più rilassato ma quasi mai lo è, anzi è qui che i protagonisti del cinema di domani salgono sul trampolino senza sapere se la piscina è vuota o piena, qui che la stampa specializzata va a caccia di chicche, qui che ci si aspetta sempre sorprese e provocazioni.

Dei film non parliamo, non adesso, lo abbiamo già fatto in precedenza e comunque torneremo a farlo. Peraltro il festival è lungo,

nella sezione "Questi fantasmi", la versione restaurata del "La Grande Guerra"

nella sezione "Questi fantasmi", la versione restaurata del "La Grande Guerra"

comincia mercoledì e va avanti fino a sabato 12, e cosa utile a sapersi, quest’anno si prolungherà ancor di più nel cuore della notte.

Proiezioni a mezzanotte, ristoranti e punti di ristoro aperti fino a tardi e trasporti pubblici assicurati (vaporetti fino alle 3) anche per il pubblico dei comuni mortali, è quanto promette l’organizzazione festivaliera. E tra le novità il Quintessentially – WinWin Azimut Terrace che ospiterà incontri, presentazioni, interviste ed eventi mondani. All’interno anche un ristorante e un bar  notturno.

Per dirla tutta, non si va a Venezia solo per abbuffarsi di cinema e di anteprime: ci si va per criticare (i film, i prezzi del pranzo, la disorganizzazione) e soprattutto per respirare l’atmosfera, quella che solo al Lido si respira. (Antonella Durazzo)

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