Il 2012 e la fine del mondo, il film di Emmerich, gli altri e la ripresa del filone apocalittico. Cosa ne direbbero i Maya?

Evitate di spendere milioni euro per il cenone di Natale 2012 o fatevi furbi, dite a tutti i vostri creditori che renderete fino all’ultimo centesimo il 22 dicembre del 2012, tanto il mondo sarà finito per qualche gigantesco terremoto, o per una mai vista tempesta magnetica dal Sole se non anche per una pioggia di asteroidi impazzite fuori controllo o per il, sempre alla moda, arrivo degli alieni che decidono che tutto il loro millenario investimento sul pianeta azzurro è andato a quel paese e devono resettare il sistema del tutto. A dirlo, secondo molti, sono i cari vecchi Maya, che di cose ne sapevano un sacco ed effettivamente, facendo i conti un po’ “alla buona” dal loro inestimabile “Calendario lungo”, si scopre che l’ultima data possibile è appunto il 21 dicembre del 2012. Da lì, il “reset” del sistema. Fortunatamente per la vita sul nostro pianeta, qualcuno non si è fermato all’etichetta ed ha pensato di vedere bene il contenuto del flacone, anche perchè, ad ascoltare le voci apocalittiche, il mondo sarebbe finito nell’anno 1000 a.C., forse per il sopraggiungere della quarta cifra magari, chi lo sa. Di sicuro, l’euforia creativa da imminente fine del mondo, ha scatenato decine di moderni creatori di cultura, da  Roland Emmerich che farà uscire a breve in contemporanea mondiale il suo film dal titolo “2012”, ai fratelli Ughes, che usciranno l’anno prossimo con “Il libro di Eli” fino alla NBC che per la primavera prossima, intende mettere in onda “Day One”, serie tipo “Pianeta delle scimmie”, con l’umanità che torna in piedi dopo il disastro (quale sarà?) del dicembre del 2012. Ovviamente in questo caso le parti sono le solite: chi crede agli alieni, è convinto finirà il mondo, chi invece si convince solo con le mele di Newton, è sicuro di potersi godere il 22 dicembre 2012 e poi il 23, il 24 e Natale. In verità, facendo parlare esperti veri del mondo Maya, si scopre che il cosiddetto “Calendario Lungo” finisce per caso il 21 dicembre 2012, perchè è stato fatto partire “d’ufficio” il 6 settembre del 3114 a.C., ma a quell’epoca i Maya non c’erano ancora. In sé ha una particolarità straordinariamente informatico – digitale che dà adito a molte superstizioni e credenze: udite udite, il calendario Maya “riparte da zero”, o meglio, dalla data “0.0.0.0.0”, che vuol dire che i giorni vengono chiamati come il primo di tutta la sua estensione, fatta ripartire, cioè come 5125,36 anni fa. Nessun voleva resettare il mondo però, i Maya del periodo classico, che “allungarono” il calendario perpetuo, hanno lavorato solo per evitare che la loro civiltà cadesse in una ridondanza insopportabile, perchè il primo calendario copriva “solo” 50 anni circa, e poi si tornava all’inizio con l’identificazione dei giorni. Per uscire dalla noia, i Maya si sono inventati, senza mai dircelo chiaramente, il calendario per precisare la data della “fine del mondo” sicuri che… tanto loro, non ci sarebbero stati più. (Davide Rabaioli)

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