Centenario futurista: se non bastasse, ecco la grande mostra di Parma

Se la celebrazione del Futurismo non vi ha ancora saturato, ecco l’ennesima mostra che in questo anno del centenario viene dedicata al movimento di Marinetti [...]

Se la celebrazione del Futurismo non vi ha ancora saturato, ecco l’ennesima mostra che in questo anno del centenario viene Enzo Benedetto, Ciclista, 1926,dedicata al movimento di Marinetti e compagni. Dal 6 settembre all’8 dicembre alla Fondazione Magnani Rocca di Traversetolo, Parma, è in programma “FUTURISMO! da Boccioni all’Aeropittura”. Mostra da segnalare poichè sarà possibile ritrovarvi tutti i protagonisti dell’epopea.

L’esposizione propone infatti lavori di Boccioni, Balla, Severini, Sironi, Soffici, Russolo, Depero, Prampolini, e poi sculture, libri futuristi (il libro imbullonato di Depero, il libro di latta di D’Albisola), i figurini di abiti futuristi, fino alle opere di aeropittura di Dottori, Crali, Fillia, Tato, una forma espressiva basata sulla visione emozionale del paesaggio da un aereo in volo. Non a caso la mostra vuole celebrare anche un secondo centenario: quello dei primi voli aerei in Italia E non è tutto, la pubblicità futurista arricchisce il percorso espositivo documentando come anche in questo settore si sia espressa fortemente la creatività straripante dei futuristi. Roberto Marcello Baldessari, Forme simultanee, circa 1915, oAttraverso cento e più opere “FUTURISMO!” propone dunque un percorso nell’evoluzione del movimento:dalla teorizzazione della valenza estetica del dinamismo del primo periodo, alla rappresentazione della meccanizzazione Tullio Crali,Acrobazie in cielo, 1930, olio su tavola cm 46x35_agiocosa della figura umana e del suo ambiente degli anni venti, fino all’aeropittura degli anni trenta. Non meno interessante è la sezione dedicata alla pubblicità. Da Fortunato Depero, presente in mostra con manifesti, bozzetti e libri degli anni venti e trenta dagli accesi cromatismi tipici del Futurismo a Carboni, Diulgheroff, Nizzoli, Boccasile che si cimentarono con il manifesto pubblicitario partecipando attivamente a questa nuova forma espressiva. A merito dei futuristi va infatti l’aver compreso come il confronto tra la sperimentazione artistica e il mercato di massa (allora agli albori) desse luogo a un’arte pubblicitaria dal grande potere simbolico, comunicativo e universale dell’arte pubblicitaria. Al valore artistico delle opere si aggiunge quello storico che fa del manifesto pubblicitario una testimonianza viva del costume degli italiani, delle imprese industriali del Novecento e del loro sviluppo economico. (a cura di Valentina Federigi)

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