Uno degli architetti che hanno scritto la storia del XX secolo, lasciando una traccia indelebile sullo stile di questo tempo. Frank O. Gehry, classe 1929, ebreo canadese (il suo vero cognome è Owen Goldenberg), era già un uomo attempato quando negli anni ‘90, tirò fuori dal cilindro il Guggenheim Museum di Bilbao.
Una struttura totalmente rivestita di titanio, splendente al sole, complessa, bellissima, tanto da diventare il principale polo di attrazione turistica per la città basca, progettata grazie all’ausilio dei software adoperati dall’industria aeronautica. Fu un chiaro successo internazionale per l’anziano architetto, il via di una svolta stilistica che lo consacrerà definitivamente. Ed è proprio da quella costruzione, datata 1997, che prende spunto la prima mostra italiana dedicata a O. Gehry, in programma alla Triennale di Milano dal 27 settembre al 10 gennaio.
Curata da Germano Celant, la mostra propone una serie di progetti, la maggior parte dei quali inediti e selezionati insieme all’architetto americano, che compongono un percorso espositivo che indaga, oltre agli edifici, le loro relazioni con il territorio. Le architetture, che costituiscono l’highlight del lavoro di Gehry Partners LLP negli
ultimi dieci anni, saranno raccontate attraverso i filmati, le fotografie, i disegni, i
modelli relativi alle varie fasi di elaborazione del progetto, nonché le parole
dell’architetto. Parallelamente, saranno inoltre proiettati in video i materiali relativi alle tecnologie utilizzate da Gehry nelle diverse fasi del processo creativo e costruttivo.
Dal DZ Bank Building di Berlino (1995-2001), a AGO – Art Gallery of Ontario (2000- 2008), dal Jay Pritzker Pavilion di Chicago (1999-2004), all’Interactive Corporation Headquarter di New York (2003-2007), fino al resort Atlantis Sentosa di Singapore e alla sede di Abu Dhabi del Guggenheim Museum (la progettazione dei quali è cominciata tra il 2005 e il 2006), e ancora il Walt Disney Concert Hall di Los Angeles (1989-2003), la Corcoran Gallery di Washington DC (1999-2005), l’
Experience Music Project di Seattle (1995-2000); sono solo alcuni dei grandi edifici “firmati” O. Gehry che la mostra milanese indagherà provando a restituire al pubblico l’ultimo tratto del percorso creativo del geniale architetto.
Frank O. Gehry dal 1997 - Triennale di Milano
27 settembre 2009 /10 gennaio 2010 - a cura di Germano Celant Catalogo Skira
Orari: martedì-domenica 10.30-20.30 giovedì 10.30-23.00
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