“Quando scatta Nuvolari. Storie, velocità, passioni”, è il titolo della mostra che dal 17 settembre al 18 dicembre sarà allestita a Mantova, alle Fruttiere di Palazzo Te. Quel che il nome di Tazio Nuvolari evoca nella mente di ognuno, è il mito ormai cristallizzato dell’automobilismo eroico: la polvere della Mille Miglia (l’ultima delle quali dal lui affrontata in maniera strepitosa a 56 anni), le sfide senza confronto, le prime Ferrari, le immagini in bianco e nero di un magrolino con occhialoni e con un casco di cuoio che oggi farebbe sorridere. Scatti di un’altra Italia che lo stesso “asso degli assi”contribuì a immortalare, grazie ad una passione parallela che coltivò sin dalla gioventù. Ed anche con un certo talento, ci dice la mostra mantovana. Dalla doppia accezione di “scatta” prendono dunque vita due mostre in una: un percorso dedicato al pilota e uno dedicato al fotografo, al testimone , oltre che al protagonista di quello sport ancora agli albori.
Le immagini, mai prima esposte al pubblico, appartengono ad un “corpus” di 2575 negativi recentemente ritrovati, studiati e digitalizzati per intervento della Fondazione Banca Agricola Mantovana che promuove anche la mostra di Palazzo Te, curata da due specialisti di storia dell’automobilismo: Gianni Cancellieri e Adolfo Orsi. In circa 250 scatti la sezione “Lo sguardo di Tazio” mette in evidenza le capacità di un buon fotografo, forte di un’ottima tecnica di ripresa (senso dell’inquadratura, studio degli effetti di luce e via dicendo) e di una curiosità da cronista che lo rendeva particolarmente attento alla realtà circostante. Molte di queste foto svelano l’anima profonda di Nuvolari e la sua sensibilità, profondamente toccata dalla morte dei due figli (quella di Giorgio, nel 1937, e poi quella di Alberto, nel 1946, morti entrambi a 18 anni). Dolori, si dice, che Tazio cercò di superare proprio grazie alla fotografia catturando nella pellicola la vita nei suoi singoli momenti, cercando così di sottrarla alla morte. Si tratta di immagini datate soprattutto tra il 1937 e i primi anni della Seconda guerra mondiale, in un percorso tra pubblico e privato che affianca alle immagini della moglie e dei figli, altre del mondo delle corse e dei viaggi. Accanto al “diario” fotografico di Nuvolari, la mostra di Palazzo Te propone il Nuvolari del mito, l’epopea del “mantovano volante“, l’asso che fra moto e auto collezionò 141 vittorie (di cui 70 assolute e 71 di classe), 5 primati internazionali di velocità, 1 titolo di Campione d’Europa e 7 di Campione d’Italia. Pezzo pregiato in esposizione sarà la famosa coppa Vanderbilt (nella foto di testa), vinta da Nuvolari nella gara in un circuito vicino a New York e messa a disposizione dal Museo Nicolis di Villafranca (Verona). In questa parte della mostra rivivranno le immagini più famose delle sue imprese, torneranno i trofei da lui conquistati sulle strade e i circuiti di tre continenti. Trent’anni di storia delle corse e d’Italia, tra il 1920 e il 1950, riproposti attraverso foto, filmati e cimeli, insieme alle auto che con lui furono protagoniste, dalla Alfa Romeo 8C 2300 Monza alla Auto Union tipo D, alla Bugatti T37, alla Maserati 8CM, che Nuvolari portò alla vittoria. Ma anche le moto, dalla Bianchi “Freccia azzurra” alla Norton 500 OHV, dalla Borgo 500 alla Garelli 350 GP, che cavalcò sulle strade e sulle piste prima di passare alle quattro ruote. E l’ultima vettura che si rivedrà in Italia a più di 30 anni dall’ultima esposizione), quella Cisitalia Grand Prix con la quale, imboccato ormai da tempo il viale del tramonto, sognò il ritorno all’unico mondo che amava, quello delle corse. Ne emerge un piccolo, immenso uomo, incapace di cedere anche davanti a difficoltà enormi. Le sfortune e i lutti personali resero il pubblico ancor più appassionato nei suoi confronti. La sua determinazione lo portò, proverbialmente, a insistere nelle gare anche quando l’auto perdeva pezzi, o era in fiamme.
“Quando scatta Nuvolari. Storie, velocità, passioni”
Mantova, Palazzo Te, dal 17 settembre al 18 dicembre 2009.
Orario: lunedì 13–18; martedì/domenica 9–18.
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