Cercare i punti di contatto tra l’arte del passato e la contemporaneità, mettere in comunicazione i padri dell’arte e i figli, è una pratica piuttosto consueta di questi tempi. Non se ne sottrae il Palazzo Reale di Milano, che in contemporanea con la mostra “Monet. Il tempo delle Ninfee”, accoglierà dal 3 al 20 settembre in cortile un’inconsueta opera pittorica dell’artista milanese Alessandro Papetti. ”Il ciclo del tempo”, questo il titolo dell’installazione è un lavoro formato da tre grandi ambienti pittorici circolari, ognuno di 8 metri di diametro. L’iniziativa, promossa dal Comune di Milano e prodotta da Palazzo Reale e Italian Factory, è la prima di un progetto che prevede proprio di collegare le mostre di arte antica e moderna con le sensibilità di un artista contemporaneo. In questo caso la mostra di Papetti dialoga idealmente con “Monet. Il tempo delle ninfee”, allestita al primo piano del Palazzo, fino al 27 settembre.
L’installazione è formata da tre immensi “ambienti pittorici” di forma circolare ai quali Alessandro Papetti ha lavorato per oltre un anno, saranno esposti all’interno di una grande tensostruttura e affrontano tre tematiche differenti: l’acqua, l’aria, il bosco. In queste “stanze” circolari il visitatore potrà entrare, immergendosi fisicamente all’interno dello spazio pittorico e lasciandosi trasportare dalla forza espressiva del colore e del segno, quasi egli stesso diventasse parte integrante dei singoli dipinti. In questo modo la distanza tra fruitore e opera d’arte sembra quasi venire annullata, in un caleidoscopico gioco di specchi, di citazioni e di riferimenti incrociati, che permettono al visitatore di riallacciare, istintivamente, i fili interrotti tra la grande tradizione della pittura moderna europea – di cui la forza espressiva di Monet rappresenta uno dei momenti più alti. «L’idea di questo ciclo di dipinti circolari», dice Alessandro Papetti, «nasce alcuni anni fa da un’esigenza particolare, quella di ripensare e di approfondire non solo la mia ricerca pittorica, ma la mia posizione e il mio atteggiamento nei confronti della stessa pittura. Questo ha significato mettere in discussione la certezza della consuetudine del ‘fare’, così come l’abitudine a uno spazio pittorico definito o al modo di affrontare il dipinto. Da tutto questo è nata l’urgenza di trovarsi in una situazione meno convenzionale, ma dentro di essa, in uno spazio che potesse dilatare i suoi confini al punto da farmi sentire al centro di una differente quanto insolita situazione spazio-temporale. Uno spazio circolare come spazio pittorico differente, alternativo a quello tradizionale, dove, almeno concettualmente, non ci sia né un inizio né una fine, e dove il gesto pittorico possa rappresentare l’inizio del quadro ma, allo stesso tempo, anche la sua fine. Non sapere dove iniziare, né in quale direzione procedere, è una possibilità. Chiudersi all’interno del cerchio, e non più fuori dal dipinto».
Accompagna la mostra un catalogo a cura di Achille Bonito Oliva edito da Skira
IL CICLO DEL TEMPO - ALESSANDRO PAPETTI
3 – 20 settembre 2009 - Milano, Palazzo Reale –
Orari: lunedì 14.30 – 19.30/ martedì – domenica 9.30 – 19.30/ giovedì fino alle 22.30/ Ingresso libero
© Riproduzione riservata



