Venezia66 : CortoCortissimo promette bene

Con la bizzarra epopea geo-esistenziale di una busta di plastica, vero simbolo universale e trans-culturale della globalizzazione dei consumi e delle menti, si apre – [...]

Con la bizzarra epopea geo-esistenziale di una busta di plastica, vero simbolo universale e trans-culturale della globalizzazione dei consumi e delle menti, si apre – lunedì 7 settembre, fuori concorso – la programmazione di Corto Cortissimo, curata da Stefano Martina con la collaborazione di Giuliana La Volpe, sezione cortometraggi della 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

L’anteprima mondiale di Plastic Bag (che ha per protagonista un sacchetto di plastica, la cui voce sarà un’interessante novità, e sorpresa, per il pubblico veneziano…), visionario cortometraggio firmato da Ramin Bahrani (il regista statunitense reduce dal successo ottenuto al Lido nel 2008 con Goodbye Solo e membro quest’anno della giuria del Premio Venezia Opera Prima), guiderà una policroma parata di 26 piccoli-grandi film scelti (tra quasi 1.600) privilegiando quelli più impregnati dell’emozione della scoperta – per chi li ha selezionati non meno che per quanti li hanno realizzati. Tra i 18 film disfunzionali e l’ambientazione domestica, che anche quest’anno dettano legge – un nomadico incrociarsi di nazionalità, origini geografiche e tragitti artistico-professionali ultranazionali in competizione, rappresentativi di ben 16 paesi e suddivisi come di consueto in tre programmi, spiccano in modo particolare – oltre ad alcuni temi prevalenti, tra tutti le relazioni famigliari più o meno frequentemente asimmetrico e obliquo tra i film e i rispettivi autori.

Per la prima volta, la presenza italiana nel concorso riguarda ben tre registi, due produzioni e una co-produzione. Si tratta del notevole esordio nella regia di Adriano Giannini, che con Il gioco prende spunto da un racconto di Andrea Camilleri infondendo ad una storia d’infanzia pervasa di magia una raffinata dimensione visiva messa a punto negli anni dell’apprendistato come operatore di macchina, ancora precedente il suo debutto come attore; della conferma di Gianclaudio Cappai che, dopo il successo di Purché lo senta sepolto al Torino Film Fest nel 2006, con il corale So che c’è un uomo prosegue e approfondisce la propria ricerca (accompagnata da una riflessione che sfiora l’autobiografia) sulle dinamiche disturbate dei rapporti affettivi apparentemente più consueti e ordinari; e di Nuvole, mani, la nuova, emozionante opera di Simone Massi, sicuramente tra i nostri animatori più ispirati e personali, ma anche uno dei meno compresi e valorizzati in patria (da alcuni anni i suoi film battono infatti bandiera francese e sono co-prodotti dal canale tv franco-tedesco ARTE). A completare il quadro nazionale concorre infine la partecipazione produttiva italiana a To je zemlja, brat moj (This is Earth, my Brother), incantata opera ultima dello sloveno Jan Cvitkovi?, ormai alla sua terza presenza a Venezia, dopo il lungometraggio d’esordio Kruh in mleko (Bread and Milk, Leone del Futuro nel 2001) e Srce je kos mesa (Heart is a Piece of Meat), in concorso a Corto Cortissimo nel 2004.

Per suggellare l’intesa tra la programmazione di Corto Cortissimo e le iniziative di Circuito Off – Venice International Short Film Festival, CortoCortissimo si trasferisce quest’anno per una serata all’ “Isola dei Corti” di San Servolo. La notte di sabato 5 settembre, d’intesa con Circuito Off, una straordinaria anteprima verrà presentata a San Servolo: quella di Earth, il mediometraggio del regista e visual artist singaporese Tzu Nyen Ho, ipnotico e simbolico tableau vivant post-caravaggesco sul tema del destino della Terra, con un imperdibile accompagnamento musicale.

Platic Bug, film di apertura - Fuori concorso - di CortoCortissimo

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