Man Ray e Juliet Browner: immagini da una grande storia d’amore in mostra a Lucca

I cinquanta volti di Juliet, “The Fifty Faces of Juliet” è la mostra proposta dal 12 settembre al 6 dicembre, al Lu.C.C.A. – Lucca Center [...]

I cinquanta volti di Juliet, “The Fifty Faces of Juliet” è la mostra proposta dal 12 settembre al 6 dicembre, al Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art. Due i protagonisti dell’esposizione: Man Ray probabilmente il fotografo d’arte più celebre del XX secolo e Juliet Browner, sua moglie, modella e musa definitiva.

Scattati tra il 1941 e il 1955 i ritratti di Juliet furono concepiti da Ray agli inizi degli anni ’50 come libro in omaggio a sua moglie, racconto di un amore e di una vita che inevitabilmente finisce per diventare anche un saggio di opere foto-grafiche. Man Ray, che attraverso la fotografia ha offerto a se stesso e ai suoi modelli l’occasione di esplorare le possibilità creative dell’io, nel “raccontare”  Juliet  interviene con tecniche diverse. L’immagine della donna viene di volta in volta inventata, riscritta, modificata, esaltata con il segno della matita, con l’intervento grafico, con la sovrapposizione di stoffe, di veli trasparenti. Immagine occultata dietro una maschera, il suo volto incorniciato con un grande cappello alato, svelata nella sua nudità, trasformata in un ricamo. (guarda il video) Il fotografo dadaista, che fu amico di Marcel Duchamp, comincia a sperimentarsi in molteplici direzioni durante gli anni ’20. Allora vive a Parigi dove comincia ad inserirsi nel milieu artistico e intellettuale che avrebbe dato vita al Surrealismo. Percorre la pittura, la fotografia, la grafica, e sviluppa nuove tecniche di ripresa e stampa, come il rayograph, il fotomontaggio, la solarizzazione e il cliché-verre. Diviene presto il fotografo ricercato da artisti, dalla moda e dalla borghesia di quegli anni. Man_Ray_1934Nel 1940 il ritorno in America per sfuggire da pericolo nazista, è ad Hollywood che incontra Juliet Browner. L’affascinante modella di ventotto anni “dai lineamenti fauneschi e gli occhi a mandorla che le davano un aspetto vagamente esotico” (Man Ray) nel 1946 diventa sua moglie. La cerimonia a Beverly Hills si moltiplica per quattro; anche Max Ernst e la pittrice Dorothea Tanning si sposarono e i due amici si fecero da testimoni l’uno all’altro. Max Ernst dedicò all’avvenimento un suo dipinto chiamandolo Doppio matrimonio a Beverly Hills. Nel 1951 Man e Juliet si stabiliscono a Parigi, lui morirà nel novembre del 1976, lei lo raggiungerà nel 1991. Nel cimitero di Montparnasse sulla lastra ovale della tomba di Man Ray si può leggere la scritta: “Unconcerned but not indifferent-Love Juliet” (disinteressato ma non indifferente), su quella  di Juliet “Together again” (ancora assieme).

Man Ray. The Fifty Faces of Juliet 1941 – 1955 12 settembre/ 6 dicembre 2009 - Dal martedì alla domenica ore 10 – 19 Lu.C.C.A. - Via della Fratta, 36 – Lucca (Tel. O583 571712) www.luccamuseum.com

Nell’immagine di testa, Man Ray nel 1975 fotografato nel suo studio da Lothar Wolleh

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