Nessun avvelenamento come gli appassionati dei complotti storici, fomentati dalle illazioni del film Amadeus – amano credere. Banalmente Wolfgang Amadeus Mozart, morto nel 1791 all’età di 35 anni potrebbe aver ceduto ad un’insufficienza renale risultante da una faringite da streptococco. Lo dice dice uno studio dell’Università di Amsterdam e pubblicato nel nuovo numero della rivista Annali di Medicina Interna. Finalmente Antonio Salieri, il compositore sul quale si adombrò il sospetto di omicidio, viene definitivamente scagionato.
La ricerca si basa suelle informazioni che arrivano da documenti ufficiali risalenti all’inverno del 1791 e che riferiscono di un’epidemia di faringite che fece molti morti a Vienna. Richard Zagers, uno degli autori dello studio, ha spiegato alle agenzie internazionali che
il compositore si ammalò di una febbre infiammatoria, accompagnata da gonfiore alla gola, difficoltà di deglutizione, dolore alla schiena ed eruzioni cutanee. Insomma, tutto coincide con una infiammazione da streptococco seguita da una infiammazione renale chimata glomerulonefrite. Tuttavia non si esclude che Mozart possa aver contratto la scarlattina, ma è “meno probabile”, precisa lo studio, perché l’eruzione cutanea apparve alla fine della malattia e non all’inizio, come capita con la scarlattina.
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