Mostra di Venezia: ci saranno anche Tornatore fotografo e gli scatti di scena dell’Italia del Neorealismo
Fotografia e Cinema sono figli della stessa madre: la luce. Niente d’insolito, dunque, che un grande regista possa avere cominciato a familiarizzare con obiettivi, inquadrature e pellicola adoperando una macchina fotografica, magari un apparecchio minimo regalatigli da ragazzo, forse per la prima comunione. E’ più o meno quanto accaduto a Giuseppe Tornatore, nel cui passato c’è una promessa della fotografia di viaggio poi dirottata al cinema. A Venezia, in occasione della 66ma Mostra del Cinema, che peraltro sarà aperta proprio da Tornatore col suo Baarìa, l’avventura del “Peppuccio” fotografo sarà raccontata attraverso un’esposizione allestita al centro culturale Candiani di Mestre dal 3 settembre. “Indiscrezioni” è il titolo dell’antologica nata dalla collaborazione tra il regista siciliano e il Museo Nazionale Alinari della Fotografia. Non si tratta di una primizia, poiché nel 2008 lo stesso Mnaf di Firenze aveva ospitato il percorso espositivo composto da un centinaio di scatti che da Bagheria – con le immagini catturate in gioventù – attraversano mezzo mondo percorrendo al tempo stesso un pezzo di vita del regista. Di fotografia Tornatore parlava nell’intervista che accompagnava la mostra fiorentina (non sappiamo se verrà riproposta) dove raccontava come da bambino fosse inseparabile dalla sua macchina fotografica e quindi, negli anni successivi, andasse in giro a rubare immagini armato di una Rolleicord. “Anni di pedinamenti e appostamenti, anni che mi hanno insegnato ad osservare la gente, a studiarne le espressioni e i movimenti, sino a prevenirne quasi le azioni, sino all’illusione di condizionarne il comportamento. Anni in cui ho scoperto che se fotografi uno sconosciuto, nell’istante stesso in cui fai scattare l’otturatore, quella persona smette di esserti estranea, perché la porterai sempre con te.”
Ma non è questa la sola mostra fotografica che sarà presentata in occasione del festival. Tornano, infatti anche le proposte del Centro cinema Città di Cesena che, forte di un archivio notevolissimo (oltre 100mila le immagini conservate), propone con la Cineteca Nazionale un’esposizione di fotografie di scena. Dopo le rassegne dedicate a Roberto Rossellini (2006), al Western all’italiana (2007) e nel 2008 ad Anna Magnani, dal 2 al 12 settembre al primo piano del Palazzo del Cinema propone “Viaggi in Italia. Set del cinema italiano 1941-1959”, un vero e proprio percorso geografico nella Penisola del Neorealismo. In una cinquantina di scatti in bianco e nero (di diverso formato, compresa una gigantografia) si documentano alcuni film che hanno fatto la storia del cinema italiano e internazionale, girati nel periodo 1941-1959 dai più grandi registi di tutti i tempi. Si tratta di pellicole realizzate in tempi e modalità diverse che hanno come set le vie e le piazze di tutta la Penisola, fatta esclusione per Roma (questo in quanto i moltissimi film girati nella Capitale sono già stati oggetto in passato di approfondite ricerche). La mostra è curata da Antonio Maraldi del Centro Cinema Città di Cesena e da Simona Pera della Cineteca Nazionale, sarà accompagnata da un catalogo curato dagli stessi in cui oltre alle foto sono riportati il dizionario dei film, il dizionario dei fotografi e due interviste inedite a Mario Monicelli e del fotografo di scena Paul Ronald.
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