Meno venti al Festivaletteratura di Mantova. Tra le novità la retrospettiva letteraria su Amitav Ghosh

Parola chiave: retrospettiva. Non c’è festival cinematografico che voglia dirsi rispettabile che non ne dedichi una ad un regista o a un grande della settima [...]

Parola chiave: retrospettiva. Non c’è festival cinematografico che voglia dirsi rispettabile che non ne dedichi una ad un regista o a un grande della settima arte provando ad indagare, quasi sempre con profusione di contributi critici; vita, morte, miracoli ed ispirazione di questo o quel maestro. Belle cose le retrospettive, si saranno detti al Festivaletteratura di Mantova e se travasassimo il concetto alla letteratura? Detto fatto: quest’anno, per l’edizione numero 13 (in programma da mercoledì 9 a domenica 13 settembre) ecco approdare nella patria di Virgilio la primizia di una retrospettiva dedicata ad uno scrittore, ed è la prima volta per un Festival letterario che si svolge sotto l’italico cielo. Nello specifico il protagonista che sarà indagato è Amitav Ghosh. L’ indiano, giornalista e antropologo autore di best sellers come Il paese delle maree, Il palazzo degli specchi, Il cromosoma Calcutta (editi in Italia da Neri Pozza) nell’arco di tre incontri ripercorrerà tutta la sua produzione: i grandi romanzi di respiro epico, le narrazioni dove s’intrecciano modelli culturali contrastanti, gli scritti giornalistici e i reportage. Il festival mantovano, con le sue 13 edizioni, in Italia ha aperto una strada (tutti i festiva letterari nati dopo vi si sono in qualche modo ispirati), siamo certi che quest’elemento di novità non passera inosservato. E non è questa l’unica novità che arriva da Mantova, dove per non bruciare il grande patrimonio documentario (pensieri, interventi, conversazioni) accumulato nelle 12 edizioni precedenti parte un progetto d’archivio dei materiali “storici” della manifestazione. Il cantiere dell’archivio che si aprirà all’interno del programma parte con due momenti di riflessione sui modelli d’archivio e proseguirà poi alternando alcune sessioni di formazione riservate ai giovani, al lavoro vero e proprio di catalogazione dei materiali documentari, fino all’apertura ufficiale dell’archivio, prevista per la fine del 2010. Obiettivo: non far cadere i discorsi avviati e sollecitare, con le suggestioni e le idee rimaste ancora in discussione dai festival passati, gli ospiti di ogni nuova edizione.

Il sole di Palazzo Te, simbolo di Festivaletteratura

Il sole di Palazzo Te, simbolo di Festivaletteratura

E guardiamoli questi ospiti. Il nome più risonante di questo 2009 è certo il premio Nobel Nadine Gordimer, un ritorno quello della grande scrittrice sudafricana, che interverrà nei giorni di apertura della manifestazione. Per la prima volta saranno invece a Mantova Muriel Barbery, Brendan O’Carroll, Viktor Erofeev, Alan Sillitoe, Sophie Kinsella, Cornelia Funke, mentre altri importanti ritorni internazionali saranno quelli di Luis Sepulveda, Alicia Giménez-Bartlett (che esplorerà il giallo mediterraneo), Anne Fine (che si rivolgerà ai ragazzi) e dello stesso Ghosh. La presenza della Gordimer, invece, rappresenta l’occasione per aprire una parentesi al Sudafrica del post-apartheid, la cui vivacità culturale sarà testimoniata anche da alcuni giovani poeti e perfomer nati e cresciuti nelle township. Manaka Maakomele, Napo Masheane e Natalia Molebatsi cui s’aggiunge Gcina Mhlophe, poetessa e drammaturga di prima grandezza, già ospite del Festival nel 2002.

Gli italiani? Ecco qualche nome, tra i ritorni: Roberto Calasso, Erri De Luca, Valerio Massimo Manfredi, Margaret Mazzantini, Melania Mazzucco, Umberto Galimberti, Stefania Bertola, Antonia Arslan, Paola Mastrocola, Clara Sereni, Lella Costa, Bianca Pitzorno. Per la prima volta a Mantova: Gianni Clerici, Franco Cordero, Vittorio Sermonti. Incontri con gli autori, spettacoli, tributi, tavole rotonde dedicate ai temi più svariati (numerosi e interessanti, va detto) e poi ancora ospiti su ospiti tra nomi già acclarati e belle speranze delle pagine scritte. Il tutto in un’atmosfera vivace e rilassata al tempo stesso che esclude lo stress psicofisico a vantaggio del piacere di nutrire lo spirito, in una città dagli angoli di grande suggestione. Non è mai facile presentare un Festival, tanto più se si ha l’ambizione di voler offrire uno sguardo ampio su ciò che andrà ad accadere. Il Festival di Mantova, comunque, è di quelli che vanno vissuti e consigliati, il rischio che si corre è l’eccesso calorico, ma l’ipernutrimento della mente non pare sortisca dannosi effetti collaterali. Già, il “difetto” del Festival di Mantova, così come accade per altre manifestazioni analoghe, è quello di offrire molto, forse troppo. Tutti i dettagli su www.festivaletteratura.it.(Antonella Durazzo)

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