La “strana” storia dello specchio di Viganella di scena al Festival di Locarno

Lo specchio di Viganella aveva fatto parlare il mondo. Il minuscolo paese del Piemonte costretto a lunghi inverni senza sole a causa della sua posizione geografica non era certo l’unico paese messo in ombra da una montagna, è stato però l’unico posto dove s’è tentata una soluzione al problema. Bizzarra quanto volete, certo, ma efficace, se non altro per promozionare la valle alpina a livello planetario. Abbattere la montagna sarebbe costato di più. Creare un nuovo sole, ovvero, costruire uno specchio che durante i mesi invernali  riflettesse sino al campanile i tiepidi raggi solari sembrava la soluzione ideale. E così è stato. La storia di Viganella e del suo specchio passerà stasera al Festival di Locarno. Ad averla trasformata in un documentario di circa 90 minuti: “Lo specchio” è stato il regista candese David Christensen: la produzione è di Vivo film (Italia) e Agitprop Films (Canada) con il sostegno del Piemonte Doc Film Fund.  Il film concorre nella sezione Ici&Ailleurs Il regista ha voluto dare alla storia un taglio quasi fiabesco. L’eroe è il sindaco del villaggio, Pierfranco Midali seguito dalle videocamere di Christensen per un anno intero mentre cerca di realizzare il suo incredibile progetto. Dall’altra parte gli umori contrastanti di una comunità che d’inverno quasi mai esce di casa per il freddo e la mancanza di luce. Il sindaco è sicuro che lo specchio potrebbe cambiare tutto. Permetterebbe alle persone di trattenersi a chiacchierare dopo la messa della domenica, proprio come d’estate; e li inviterebbe a uscire durante la settimana, a mezzogiorno, per parlare alla luce del sole. Potrebbe persino indurre qualcuno a metter su un bar. Sarebbe anche un’attrazione per i turisti, che oltre alle bellezze della valle, troverebbero qualcosa di unico e a impatto ambientale ridotto. 300px-Viganella

Lo specchio è dunque un film sul sogno di illuminare un posto sperduto e lontano da tutto, e su come quest’idea penetri le vite delle persone che popolano il villaggio e la valle circostante.

Speranze, desideri, paure e frustrazioni che nascono nella piccola valle Antrona si intrecciano in questa storia straordinaria e un po’ folle – dice la presentazione ufficiale – . Commovente e bizzarro, Lo specchio parla della luce e del buio e di ciò che c’è tra i due estremi – un documentario su persone fuori dall’ordinario, e sui loro straordinari sogni di luce”.

Quello che conta è restituire con fedeltà la vita delle persone – sostiene il regista -  allora fare un film vuol dire seguire il proprio istinto, correndo il rischio di girare, anche se non sai come andrà a finire. È quello che abbiamo fatto. Questo modo di fare cinema richiede uno slancio fideistico. Richiede che il regista entri nella situazione senza sapere cosa accadrà, ma con la convinzione che qualcosa di incredibilmente speciale e commovente emergerà dalle storie di queste persone che stanno cercando di portare la luce nel loro piccolo paese. La trama del film segue più di un filo narrativo, perché tante sono le storie vissute, giorno dopo giorno, dagli abitanti di Viganella e della Valle Antrona, tutte si intrecciano con la storia dello specchio… Spero di essere riuscito a rivelare l’umanità, la compassione, lo humour di questa piccola, unica valle”.

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