Dopo 72 anni chiude Sentieri, altre soap sono in difficoltà. Finisce un genere?

Era “This is the time to remember” di Billy Joel ad introdurre tutte le puntate di “Sentieri”, la fortunata soap opera della CBS che tra [...]

Era “This is the time to remember” di Billy Joel ad introdurre tutte le puntate di “Sentieri”, la fortunata soap opera della CBS che tra pochi giorni vedrà calare il sipario. Sembra incredibile che un’idea nata nel 1937 alla radio e poi approdata alla televisione, capace di attraversare ben 72 anni di storia prima di tutto americana e poi, di conseguenza con l’espatrio, anche di molte altre nazioni, sia arrivata alla fine dopo “solo” 16000 puntate. Eppure è così. Il 18 settembre prossimo è attesa proprio l’ultima puntata statunitense, ma in Italia i fan più accaniti possono stare tranquilli, siamo molto indietro nella storia di Springfield, non quella del Simpsons ovviamente, quindi restano puntate ancora per qualche anno. Difficile dire con esattezza se sia stato il calo degli ascolti, o i costi, o il cambiamento inevitabile del pubblico o altro a motivare questa decisione che milioni di spettatori non possono che definire scellerata. A migliaia negli Stati Uniti si sono già mossi per salvare le vite fittizie di Philip Spaulding (Grant Alek Sander), figlio di Alan, prossimo ad una gravissima malattia, o del dottor Ed Bauer (Peter Simon) o Frank Cooper (Frank Dicopoulus) ed Olivia Spencer (Chrystal Chappell), Nemmeno lo sponsor ufficiale, la Procter & Gamble, che con i suoi spot di saponi ha dato il nome “soap opera” a queste serie, ha voluto credere di nuovo nel progetto. Non si pensi che altri progetti analoghi, come “Beautiful” o “Febbre d’amore” navighino in acque migliori. Pensare che proprio a”Sentieri” avevano mosso i loro passi attori del calibro di Kevin Bacon o Christopher Walken. È dura, è comprensibile, ma ormai “Guiding Light”, nome originale di “Sentieri” è al finale. Si deve dare l’addio alle famiglie Bauer, Spaulding e Thorpe. Addirittura, rumors parlano di una sequenza finale ambientata in un ricevimento nuziale. Che sia l’inizio di una nuova vita? (Davide Rabaioli)

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