Parigi: ancora all’asta la collezione Saint Laurent – Bergè. Ricordi all’incanto?

In cinquant’anni di vita assieme Yves Saint Laurent e Pierre Bergè, avevano messo assieme una delle raccolte d’arte private più importanti del mondo. Dall’archeologia all’arte [...]

In cinquant’anni di vita assieme Yves Saint Laurent e Pierre Bergè, avevano messo assieme una delle raccolte d’arte private più importanti del mondo. Dall’archeologia all’arte del ‘900 i due compagni di vita e di lavoro avevano collezionato la bellezza. Migliaia i pezzi di grande valore erano raccolti nelle loro residenze da fiaba, come nella villa di Marrakech (nei cui giardini sono state sparse le ceneri dello stilista) o nello Chateau Gabriel, in Normandia, una tenuta del 19esimo secolo acquistata dalla coppia negli anni 80 ed arredata ispirandosi a “la Recherche du temps perdu” di Marcel Proust. Quadri di Mirò, Leger e di Picasso, argenteria tedesca del XVII secolo, mobili art decò, statue romane e archeologia cinese, tutto “dismesso” dopo la morte di Saint Laurent. Così ha deciso Pierre Bergè che già nello scorso febbraio aveva affidato a Christie’s la vendita di una gran parte della collezione. L’asta, che aveva incassato 370 milioni di euro, poi devoluti alla ricerca sull’Aids, aveva fatto clamore – intanto per le sue dimensioni – poi per il caso internazionale sollevato dalla messa all’incanto delle due sculture in bronzo della dinastia Qing portate via dalla Cina nel 19simo secolo. La Cina aveva reclamato i due bronzi – sequestrati da Pechino nel 1860 durante la Guerra dell’oppio – poiché erano stati presi illegittimamente e dunque andavano restituiti. Bergè, respingendo l’accusa,   aveva replicato che li avrebbe restituiti se il governo di Pechino avesse garantito i diritti umani e avesse permesso al Dalai Lama di tornare in Tibet. A novembre una seconda asta della collezione Saint Laurent – Bergè, si terrà nella sede parigina di Christie’s. Riprendiamo da Reuters:

“Una seconda asta di opere d’arte appartenute a Yves Saint Laurent si terrà a novembre, dopo che gran parte dell’enorme collezione dello stilista defunto è già stata venduta quest’anno.

Lo ha fatto sapere oggi la casa d’aste Christie’s.

Oltre a dipinti e disegni di arte moderna — tra cui opere di Picasso, Fernand Leger e Miro — l’asta di Parigi comprenderà mobili e vari oggetti di Art Deco che arredavano le suntuose stanze del castello di Saint Laurent.

L’asta — che avrà luogo dal 17 al 19 novembre — riguarderà quasi 1.200 opere ospitate a Chateau Gabriel, il ricavato sarà destinato alla ricerca sull’Aids.

Christie’s ha detto che dopo la vendita della parte principale della collezione a febbraio, alla seconda asta saranno presentati oggetti “di un’eleganza più raffinata”.

Tra gli articoli in vendita ci sarà anche un grande lavabo della dinastia Ming”.

Sono sconvolto ma non voglio trasmettere né le mie emozioni né il mio dolore. E’ tutto privato e li serbo con me”, aveva affermato Pierre Bergè nell’annunciare, nel giugno del 2008 la scomparsa del suo compagno. Ai funerali l’ultima commovente dichiarazione d’amore, poi riportata dai media di tutto il mondo. Ci piace pensare che per Bergè anche il senso della più grande e bella collezione d’arte del mondo si sia svuotato, dopo la morte del coartefice. D’altronde se l’arte perde il senso soggettivo, meglio vendere e farne beneficenza. L’auspicio è che chi acquisterà sappia ritrovare nell’oggetto d’arte anche le emozioni di quella storia d’amore di cui è stato testimone. E’ il suo valore aggiunto. (AD)

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