Ultime “follie” d’estate: risarcire il pubblico deluso
L’aspettativa per vedere sul palcoscenico la possibile coppia d’oro del teatro formata da Catherine Deneuve e Michele Placido era grande, e per questo la delusione è stata maggiore. La discussione è ancora aperta sul clamoroso fiasco (perchè questo è stato) registrato dallo spettacolo “Mi ricordo” che mercoledì sera ha debuttato in prima mondiale al Festival della Versiliana. Uno show troppo breve (45 minuti) ed una Catherine Deneuve incomprensibile, parlava solo in francese, hanno acceso gli animi del pubblico pagante (25-55 euro il biglietto) che alfine ha protestato vivacemente. Tanto vivacemente che sono intervenuti anche polizia e carabinieri. Questi i fatti, peraltro già trattati. Non entriamo nel merito dello spettacolo, non ci chiederemo di chi siano le colpe, se tutto sia imputabile alla scarsa qualità del prodotto o se ci sia stata da parte dell’organizzazione una informazione lacunosa: per cui andavano quanto meno precisate la durata dello show ed il fatto che una parte era in francese (ci sono sempre i sottotitoli, ora anche in teatro). Ciò che si intende sottolineare è un’altra cosa: la decisione del Festival della Versiliana di rimborsare gli spettatori. E questo è davvero più insolito dei sottotitoli in teatro, tanto più che lo show non è stato annullato, semplicemente non è stato gradito. Un bel gesto, non c’è che dire, segno di rispetto e considerazione per il pubblico. Tempo fa qualcuno (ci scusiamo ma non ricordiamo chi fosse) propose di pagare il biglietto del cinema solo all’uscita. Geniale, allora sì che si potrebbe stabilire il successo di un film. E discorso analogo potrebbe farsi a proposito della televisione e della scomparsa dei vecchi indici di gradimento, soppiantati definitivamente da quelli di ascolto. E’ fastidioso sentirsi inclusi tra i fedelissimi di questo o quel programma solo per avere avuto il torto di addormentarsi col televisore acceso. Se chiedessimo d’essere risarciti per tutta la pubblicità sorbita durante un cattivo programma? Ad ogni modo sempre meglio non abituarsi alla possibilità d’essere rimborsati, queste sono cose che capitano sporadicamente e prenderci il vizio sarebbe pericoloso: non sia mai detto che cittadini delusi decidano un bel giorno di chiedere all’amministratore o al politico di turno di restituire loro il voto prima del termine del mandato. (AD)
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