Attraverso l’ausilio di idee progettate da designer di tutto il mondo alla [Triennale Design Museum][1] di Milano sarà possibile ammirare dal 6 settembre al 15 ottobre [“Gioielli di carta”][2]. Il titolo della mostra non nasconde altro, si tratta proprio di una rassegna dedicata al gioiello di carta. Carta che piegata, ricamata, intrecciata, cucita, spugnata, plissettata, fustellata, riciclata, incollata, acquerellata, riesce ad assumere decori e forme impensabili e rarefatte come gli origami di Nobuko Murakami, eleganti come i plissé di Janna Syvanoja e di Daniele Papuli o le gorgiere dell’olandese Nel Linnsen, fiorite come le geometrie di Sandra di Giacinto o materiche come le texture di Ritsuko Ogura, gioiose come i fiori di Ana Hagopian, i collage di Feroci Design o gli spettri del polacco Andrzej Szadkowski, concettuali come le composizioni di Fritz Maierhofer.
La creazione dell’oggetto prezioso senza adoperare metalli e gemme impone una riflessione non sulla preziosità, bensì sul progetto che rappresenta il filo conduttore della mostra. La vulnerabilità della carta si presta a riflessioni progettuali solitamente lontane dal mondo del gioiello come la sostenibilità, l’ecologia e la valorizzazione territoriale.
Il gioiello di carta cerca invece di comprendere temi e linguaggi trasversali in molte discipline: l’ornamento, il colore, la forma, la superficie, le texture.
A questo scopo sono stati inclusi i lavori di sei designer, che solitamente si confrontano con l’arredo e la luce, che hanno realizzato i loro gioielli di carta appositamente per la mostra: Matteo Bazzicalupo e Raffaella Mangiarotti [deepdesign], Marco Ferreri, Miriam Mirri, Marco Romanelli con Marta Laudani, Paolo Ulian. (VF)
[1]:http:// www.triennale.it
[2]:http:// www.triennaledesignmuseum.it
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