Mostra di Venezia: ecco i film. Attesa per Moore ed Herzog e i quattro italiani: Tornatore, Placido, Capotondi e Francesca Comencini

Adesso non c’è più spazio per le illazioni, questa mattina a Roma il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta e il direttore del settore cinema, Marco Müller hanno presentato la 66ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che si svolgerà al Lido dal 2 al 12 settembre.

Dedicheremo all’evento diversi approfondimenti, per il momento ecco il tanto atteso elenco dei film in concorso . Nella sezione Venezia 66, ovvero la sezione principale, quella per i lungometraggi in prima mondiale, tra i 23 titoli selezionati il cinema europeo e quello stellestrisce si dividono più o meno uno spazio equivalente. Un nome spicca su tutti, quello di WERNER HERZOG col suo BAD LIEUTENANT: PORT OF CALL NEW ORLEANS con Nicolas Cage, Eva Mendes, Val Kilmer, Michael Shannon. Rimanendo nelle produzioni americane, c’è attesa per il documentario di MICHAEL MOORE - CAPITALISM: A LOVE STORY, la cui partecipazione a Venezia era stata annunciata da molte voci di corridoio degli ultimi giorni. Ad incrementare la presenza divistica sulla passerella potrebbe essere invece JOHN HILLCOAT con THE ROAD, film che vede protagonisti Charlize Theron, Viggo Mortensen, Guy Pearce e Robert Duvall. Altro americano in gara è TOM FORD con A SINGLE MAN (Colin Firth, Julianne Moore, Matthew Goode), quindi GEORGE ROMERO con  SURVIVAL OF THE DEAD che vede nel cast Alan Van Sprang, Kenneth Walsh, Devon Bostick, Kathleen Munroe. E per chiudere la parentesi Usa, TODD SOLONDZ con LIFE DURING WARTIME, ad incuriosire è la presenza di una rediviva Charlotte Rampling, accompagnata da Ciarán Hinds ed Emma Hinz. Fuori concorso JOE DANTE con THE HOLE (il regista è in giuria); ABEL FERRARA col docufilm NAPOLI NAPOLI NAPOLI; GRANT HESLOV con THE MEN WHO STARE AT GOATS che vede il cast stellare formato da George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges, Kevin Spacey. Ancora il film THE INFORMANT di Soderbergh. E poi Toy Story e Toy story2 in 3d, che saranno proiettati in occasione della consegna del leone alla carriera a JOHN LASSETER

I QUATTRO ITALIANI

Era noto da tempo che ad aprire il festival sarebbe stato  BAARÌA di Giuseppe Tornatore (con Francesco Scianna, Margareth Madè, Raoul Bova, Enrico Lo Verso, Michele Placido, Vincenzo Salemme, Monica Bellucci, Laura Chiatti); non era ufficiale ma già molte voci insistevano sulla partecipazione di Michele Placido col suo IL GRANDE SOGNO (Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Luca Argentero, Laura Morante, Silvio Orlando). Poco si era detto sulla partecipazione in concorso di Francesca Comenicini LO SPAZIO BIANCO (Margherita Buy, Guido Caprino, Salvatore Cantalupo) e infine, LA DOPPIA ORA di Giuseppe Capotondi, con Ksenia Rappoport e Filippo Timi, film del quale già si dice un gran bene.

E I QUATTRO FRANCESI

Nutrita la pattuglia francese, con quattro titoli in concorso: PATRICE CHÉREAU – PERSÉCUTION (Romain Duris, Charlotte Gainsbourg, Jean Hugues Anglade, Alex Descas) CLAIRE DENIS – WHITE MATERIAL (Isabelle Huppert, Nicolas Duvauchelle, Isaach De Bankolé); JACO VAN DORMAEL – MR. NOBODY (Jared Leto, Diane Kruger, Sarah Polley) e JACQUES RIVETTE – 36 VUES DU PIC SAINT LOUP (Jane Birkin, Sergio Castellitto, André Marcon, Jacques Bonnaffé).

Due i film tedeschi in competizione FATIH AKIN con SOUL KITCHEN (Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Uenel) e SHIRIN NESHAT con ZANAN-E BEDUN-E MARDAN (WOMEN WITHOUT MEN) (Pegah Feridon, Shabnam Tolouei, Orsi Tóth, Arita Shahrzad). Uno austriaco, di JESSICA HAUSNER,  LOURDES con Sylvie Testud, Léa Seydoux, Bruno Todeschini.

Anche quattro le pellicole che rappresentano l’estremo oriente: POU-SOI CHEANG – YI NGOI (ACCIDENT), da Hong Kong. Di VIMUKHTI JAYASUNDARA – AHASIN WETEI (BETWEEN TWO WORLDS) dello Sri Lanka; il giapponese SHINYA TSUKAMOTO con  TETSUO THE BULLET MAN e la coproduzione Taiwan – Hong Kong LEI WANGZI (PRINCE OF TEARS) di YONFAN Da segnalare, infine, l’egiziano AHMED MAHER con EL MOSAFER (THE TRAVELLER) nel quale spicca la presenza di Omar Sharif e l’israeliano SAMUEL MAOZ ed il suo LEVANON (LEBANON).  (a cura di Antonella Durazzo) continua…

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