40 anni fa. L’anno eclatante

Non è stato solo lo sbarco sulla luna a fare del 1969 un anno di dimensioni epocali. Tra proteste studentesche, guerre e stravolgimenti politici sembra che in quei dodici mesi sia accaduto tutto. E come i ricorsi storici insegnano, per strane ma spiegabili suggestioni collettive quando nella politica e nella società è caos e violenza nel mondo delle arti e della creatività accadono cose straordinarie. Il Rinascimento italiano è l’esempio più tipico: la mente si esalta nelle arti ma la Penisola è dilaniata da guerre ed invasioni.

E cosa dire del 1969? Sembra che in quell’anno di 40 anni fa, si siano tirate in maniera eclatante le somme dell’intero decennio. Il decennio che impone la cultura giovanile, e che sdogana il rock’n’roll e la beat generation. Ed è nel 1969 che si fanno i conti.  ledzep1

Prendiamo in considerazione la musica: è il 12 di gennaio e i Led Zeppelin pubblicano il loro primo disco, “Led Zeppelin”. Il disco diventa una delle incisioni più importanti nello sviluppo del rock in chiave hard. E’ successo globale. E’ nello stesso mese che i Beatles  si esibiscono per l’ultima volta in pubblico sul tetto del loro quartier generale di Abbey Road, in settembre uscirà il loro ultimo album “Abbey Road”, appunto. La crisi del quartetto è conclamata, ogni componente cerca la propria strada. Il 26 maggio, John Lennon e Yoko Ono tengono il famoso “bed in” per la pace in una camera dell’hotel Queen Elizabeth di Montreal, ricevendo la stampa dal loro letto;  il primo giugno uscirà il disco “Give Peace a Chance”, che sarà la colonna sonora dell’ondata di protesta contro la Guerra in Vietnam che il 15 ottobre porterà a sfilare nelle città americane milioni di giovani. Il boom dei Led Zeppelin, la fine dei Beatles (lo scioglimento ufficiale sarà del 1970): una fine che cristallizza il mito, un inizio che ne annuncia un altro. Due episodi simbolici di un 1969 che a livello musicale ha in serbo ancora un’altra sorpresa: 15 agosto, nel campo di Bethel (New York) parte il festival di Woodstock, i tre giorni di amore e musica che cambieranno definitivamente la cultura giovanile. Il 6 dicembre, in California, un altro concerto epocale, quello di Altamont, organizzato dai Rolling Stones (qualche mese prima il chitarrista e polistrumentista Brian Jones viene trovato morto sul fondo della piscina di casa sua, finito da un overdose) . Il raduno musicale questa volta avrà un bilancio tragico, con la morte di un ragazzo di colore, ucciso dal servizio d’ordine. Scriviamo sapendo di tralasciare necessariamente qualcosa, chiudiamo la parentesi con The Who che pubblicano in quell’anno il concept album Tommy, che parla di un ragazzo sordo e muto che acquisisce un gran seguito dopo essere beatlesdiventato un guru del flipper. Il disco farà scuola.

Tutto questo mentre si gira Easy Rider (Jack Nicholson, Peter Fonda, Dennis Hopper), film manifesto di un’epoca; Woody Allen arriva nei cinema con “Prendi i soldi e scappa”, Mario Puzo approda in libreria con “Il padrino”.

E mentre la guerra in Vietnam si conferma per gli americani il pantano mortale che è, alla Casa Bianca – gennaio – sale Richard Nixon; nello stesso anno Golda Meir diventa primo ministro d’Israele, Yasser Arafat è eletto a capo dell’organizzazione per la liberazione della palestina, Gheddafi prende il potere in Libia dopo un colpo di stato che ha deposto re Idris, le truppe inglesi entrano nell’Irlanda del Nord (ne usciranno solo nel 2007) e Urss e Cina si scontrano alle frontiere (13 agosto).arafat

In Italia è l’anno di Piazza Fontana e della strategia della tensione, è anche l’anno in cui prendono corpo le Brigate Rosse (si costituiranno nel 1970) ed in cui lo scontro sociale diventa lacerante, la gente si distrae ascoltando “Zingara” e “Rose rosse per te”, canzoni vincitrici rispettivamente di Sanremo e del Cantagiro. In realtà anche in Italia nel mondo delle arti le cose stanno cambiando rapidamente.

Riemerge la sensazione di aver trascurato qualcosa, fatti o episodi da dover considerare salienti. Sarà probabilmente così, ma ogni aggiunta può solo tornare utile a chiedersi se è solo per caso che il 1969 – e non il 1968 – sia l’anno di quella doppia cerniera che chiude un’epoca e ne apre un’altra.   Le risposte agli storici. (AD)

© Riproduzione riservata

Condividi
facebook twitter delicious google digg reddit technorati su buzz mixx myspace
Post correlati

4 commenti per “40 anni fa. L’anno eclatante”

Lascia un commento