Speciale festival di Locarno (parte terza): gli italiani e la marcia di Obama

Un pre – festival per raccontare, da un punto di vista decisamente inedito, la marcia trionfale alla Casa Bianca di Barack Obama. Solo ieri l’organizzazione del Festival di Locarno ha annunciato che il 4 agosto offrirà al pubblico una proiezione (gratuita) in Piazza Grande con l’anteprima di Marching Band (nella foto di testa una scena del film), documentario co-realizzato da Claude Miller (Betty Fisher e altre storie, Sarà perché ti amo), Héléna Cotinier e Pierre-Nicolas Durand che racconta l’ultima campagna elettorale americana vissuta in prima linea da due bande universitarie dello Stato della Virginia. Ne emerge un appassionante ritratto di quella  gioventù americana che ha contribuito a portare Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti, sorretto nel corso della lunghissima ed estenuante campagna anche dalla straordinaria energia delle “bande marcianti”.

La scarsa partecipazione italiana al prossimo Festival del Film di Locarno è tra gli elementi più commentati di questa edizione, la 62ma, che andrà in scena nella città ticinese dal 5 al 15 agosto prossimo. Film italiani assenti nelle sezioni principali del concorso, pare perché i registi invitati abbiano preferito optare per Venezia, ma diversi sono gli omaggi all’arte filmica italiana e ai suoi protagonisti. Ne abbiamo già scritto, non ritorniamo sull’argomento. Complessivamente, tra corti e lungometraggi saranno comunque una trentina i film italiani che passeranno sugli schermi locarnesi.pasolini

Desta attenzione al partecipazione di Roberta Torre con due documentari inseriti nella sezione “Ici&Alleurs”: “Itiburtinoterzo” e soprattutto “La notte in cui è morto Pasolini”. Film che cerca di indagare su quello che da più parti è considerato un omicidio impunito.

Il testimone centrale dell’inchiesta cinematografica è Pino Pelosi, ex ragazzo di borgata, allora minorenne, l’unico condannato per l’omicidio. Nel documentario della Torre, Pelosi, seppur ammettendo le prestazioni sessuali fatte a Pasolini la notte del primo novembre 1975, descrive uno scenario totalmente nuovo; un contesto che va incontro alle tante dichiarazioni che gli amici del regista hanno dichiarato alla stampa in questi anni. “Quello di Pasolini – dice Pelosi – è stato un delitto perfetto” e cita nomi, fatti, circostanze. Prendendo spunto dalle nuove dichiarazioni del “gargio” della Tiburtina (che hanno indotto la procura romana a riaprire l’inchiesta), Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizzo, specialisti di cronaca giudiziaria, hanno ricostruito gli avvenimenti di quella notte e il loro legame con alti poteri italiani. get.doNe emerge il quadro inquietante di un’Italia decisamente oscura.

Sempre per nella sezione Ici&Alleurs, vedremo “Grandi Speranze” il film documentario di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, che racconta l’Italia dei giovani imprenditori, offrendo uno sguardo disincantato sulla futura classe dirigente del Paese.

E’ inserito invece nella sezione “Cineasti del presente”, il film “Piombo fuso” di Stefano Savona, in prima mondiale a Locarno. In 80 minuti di filmato il regista di Primavera in Kurdistan riprende la quotidianità nella striscia di Gaza, lo scorso gennaio, durante gli attacchi israeliani. Si tratta di un documento inedito su un Paese in guerra che offre un contrappunto eccezionale, senza commento, al flusso dei notiziari televisivi.

Nella stessa sezione “Sogno il mondo il venerdì” di Pasquale Marrazzo, film corale e musicale che incrocia, a Milano, i destini di sei personaggi in cerca di un futuro migliore. E ancora “Mirna” di Corso Salani. Due storie in movimento: il percorso fisico di Mirna sulle vette Andine si alterna il percorso interiore di Monica che scandaglia le ragioni del suo amore. (continua…)

a cura di Antonella Durazzo con la collaborazione di Valeria Tarallo

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