Non solo una mostra di dipinti del ‘600- ‘700 emiliano, ma un vero e proprio trattato per immagini sulla cultura materiale di quei secoli, sulla vita quotidiana, sul sogno dell’abbondanza. “Il cibo in posa” è il titolo della mostra che s’apre oggi nella ex chiesa della Casa di Sant’ Ignazio di Bologna (via Belle Arti), un percorso curato da Eleonora Frattarolo che attraverso diciannove opere guarda alla rappresentazione del cibo nell’epoca considerata. I dipinti nati all’interno di quella cultura pittorica emiliana che dalla naturalezza pastosa del giovane Annibale Carracci si espande lungo i sentieri della bottega del Guercino e prosegue attraverso Giuseppe Maria Crespi e le opulente dispense di Felice Boselli. “Nature morte” le definirono nel Secolo dei Lumi, e invece sono quanto mai vive, trionfali, voluttuose. I pani e la frutta, la selvaggina, i salumi, i pesci, il vasellame. Attraverso i dipinti in mostra emergono peraltro vere chicche di un’agricoltura scomparsa e di una cultura gastronomica che arriva da lontano, come il celebre pane ferrarese, i salumi o i frutti (uva, mele, pesche, fichi) di varietà ormai entrate nel catalogo delle rarità assolute (molte al limite dell’estinzione). Tra le opere in mostra – prestate all’Accademia di Belle Arti per l’occasione da privati ed enti - un raro dipinto di Paolo Antonio Barbieri, fratello del Guercino; due capolavori di Cristoforo Munari, due raffinatissimi quadri del bolognese Candido Vitali e due dipinti di Pier Francesco Cittadini. E poi le rappresentazioni delle opulente dispense di Felice Boselli, due preziosi encausti di Giuseppe Artioli, gli scenari con uve di Carlo Antonio Crespi e di Francesco Malagoli e la cesta di pomi del misterioso -pittore Di Rodolfo da Lodi.
Inaugurazione 23 Luglio 2009 ore 18.30
aperta fino al primo novembre 2009
Accademia di Belle Arti - via Belle Arti, 54 – Bologna
Orari: da martedì a sabato dalle 10 alle 18. Chiuso domenica, lunedì e il 15 di Agosto
© Riproduzione riservata


