Un racconto ironico dell’universo femminile è l’arte coloratissima, vivace, lieve di Anita Calà, alias Testarossa. Da oggi, fino al 31 luglio l’artista espone alla Galleria Gallerati di Roma, in una mostra curata da Anita Belardi e Arianna Di Loreto.
“Un’artista che gioca con l’osservatore come una donna fa davanti a uno specchio nella propria stanza, dove si conosce e si riconosce – dice la Belardi -. Anita Calà presenta a noi il mondo intimo del femminile, fatto di paure, insicurezze e disagi: caratteristiche che possono per assurdo divenire dissacranti al punto da essere prese in giro, perché una donna sa e può farlo. Le opere esposte sono ritratti di corpi femminili, descritti con tecniche e visioni diverse tra loro in cui è palese la provocazione: rimanere impotenti davanti alla richiesta di aiuto di una delle sue creature chiusa al di là del nostro spazio (video), poter acquistare una donna sottovuoto come in un supermarket (scultura), osservare attraverso una sequenza di scatti fotografici il processo del desiderio che si trasforma in eccesso di vanità. La coerenza del lavoro di questa artista è continua e stravolgente, Anita, lavora da sempre per e con il corpo femminile, trovando nel suo percorso artistico l’espressione di un mondo che gli appartiene. L’ironia nel comunicare con l’osservatore non ha in questo caso l’unico fine di indurre al riso, ma piuttosto di sensibilizzare alle problematiche connesse al mondo femminile, alla sua normalità e alle sue anormalità”.
Anita Calà è nata nel 1971 a Roma, dove vive e lavora. Dopo il diploma al Liceo artistico, frequenta l’Accademia di moda e costume. Per più di quindici anni lavora nello spettacolo come costumista, raggiungendo i massimi livelli di carriera. Dal 2005 sceglie di dedicarsi interamente all’arte figurativa e, con lo pseudonimo di Testarossa, comincia a presentare al pubblico i propri lavori di pittura, fotografia, scultura e animazione.
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