Eolie, dove i sensi esultano

Le Eolie: sette sorelle, tutte belle, ognuna nella sua diversità. Queste terre tenute assieme dal mare, bianche di pomice e nere di ossidiana, terre di [...]

Le Eolie: sette sorelle, tutte belle, ognuna nella sua diversità. Queste terre tenute assieme dal mare, bianche di pomice e nere di ossidiana, terre di fuoco, d’acqua e di azzurri abbacinanti custodiscono un’identità individuale. A ciascuna la sua specificità, tanto cara agli isolani ma della quale finiscono per andare orgogliosi gli stessi turisti, o gli ospiti fissi – tanti -  che hanno scelto questi frammenti di Olimpo scagliati da un qualche antico dio nel Mediterraneo, per possedere, assieme ad una casa bianca di calce e a un giardino di capperi, l’illusione di essere isolani essi stessi.

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Sette sorelle, ma non sette gemelle. La più mondana? Panarea, non si discute. Così tanto bene dissacrata dal Nanni Moretti di Caro Diario.

Le Eolie e il cinema, qui si potrebbe aprire un’altra parentesi. Inciso che parte alla fine degli anni ’40 e comincia sottacqua con i “ragazzi” della Panaria film che nei fondali eolie8elle Eolie girano le prime riprese subacquee che cinema ricordi; avventura che prosegue con Rossellini e con William Dieterle, intenti a girare contemporaneamente (1949 – 1950) i film Stromboli e Vulcano eolie2sullo sfondo di una storia d’amore appena nata, quella tra Rossellini e la Bergman, protagonista di Stromboli, e di una passione appena finita, quella tra Rossellini e la Magnani, a sua volta protagonista di Vulcano. Una storia cinematografica, quella delle Eolie,  che arriva, negli anni ’90, a Il Postino di Massimo Troisi e a Cario Diario. Parentesi filmica che però chiudiamo, poiché un’altra storia che vogliamo raccontare, seppur in breve. Una storia che nasce con gli uomini di 7mila anni fa giunti da queste parti perché attratti dall’oro nero di allora, l’ossidiana. Vite rimaste cristallizzate nei musei, come il museo di Lipari, il Museo delle Eolie. Già perché parchi archeologici e necropoli sono disseminati in ogni isola e la vite di migliaia di anni fa sono archiviate in questi reliquari – museo forse troppo poco frequentati. Perché le Eolie ormai sono vacanza ed è con la vacanza che nasce il paradiso e con la vacanza che probabilmente eolie3muore.eolie5 Di vacanza e barche a vela soccombe l’esclusiva Panarea, che pare mille miglia lontana  dal borgo di Ginostra, sull’isola di Stromboli, dove per arrivarci bisogna usare il battello, mentre “Iddu” (lui) – il vulcano – rimbomba anche di notte e sembra che sia la terra viva a parlare. Gli isolani è da tremila anni che vi convivono ed ascoltarlo è sempre un’esperienza. Ma di esperienze dei sensi queste isole ne offrono molte, fino all’ebbrezza: il calore nero di Vulcano, della sua Valle dei mostri e dei suoi fanghi bollenti dall’intenso odore di zolfo; i silenzi di Filicudi e di Alicudi persi tra sciare e grotte marine. I sapori di Salina, la più bucolica delle Eolie, la seconda per dimensioni, dopo Lipari, dove  le eccellenze sono i capperi e la malvasia. Per 2500 abitanti il paese offre un museo e tre pinacoteche (e e se non è un record questo)  Sotto l’arco naturale del Perciato, volteggiano i falchi, mentre ai mille metri della Fossa delle Felci (la cima più alta delle Eolie) il rischio è di naufragare con lo sguardo. Vulcani, faraglioni, dirupi, mare e paesaggi che danno le vertigini e poi storie, tante storie lasciate in eredità agli isolani dai millenni passati. Fu il cinema a tramandare il fascino delle selvagge Eolie, ed in parte questo ancora si conserva. Di shopping e di localini di trattorie, alberghi, porti sono fatte – anche – le Eolie di oggi. Organizzare una vacanza? Prima d’imbarcarsi è sufficiente navigare con Google. Il suggerimento, sempre valido, è rischiarvi una vacanza ottobrina, rischio davvero limitato, a meno che si sia alla ricerca di vip e mondanità. (Antonella Durazzo)

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