E Google rispolverò per la sua pubblicità busta e francobollo
Il signor Rossi, quasi non credeva ai suoi occhi quando scavando nella sua cassetta delle lettere, tra un estratto conto e la pubblicità di una finanziaria, si è ritrovato tra le mani – nientemeno – che una missiva di Google. “Google? E cosa vorrà da me”. Una lettera bianca, di quella ad uso commerciale, con tanto di finestrella e affrancatura stampata e poi il logo, quello che tutti conoscono, con le lettere una di un colore diverso dall’altra. Una lettera da Google, una lettera proprio, non un e-mail. Il mistero si svela subito non appena il signor Rossi rimuove la striscia adesiva dalla busta. Si tratta solo di un messaggio pubblicitario, un’informativa commerciale con la quale il gigante di internet informa un potenziale cliente della possibilità di usufruire del servizio Google AdWords. Non entriamo nel merito, non è di questo che intendiamo parlare ma della stessa cosa che ha lasciato il signor Rossi sbalordito.
Google, ovvero il colosso che in rete fa il bello ed il cattivo tempo, ricorre al più tradizionale dei sistemi pubblicitari; cerca il cliente direttamente a casa sua e lo contatta con una lettera. Una lettera, che ha anche dei costi. E al signor Rossi sorge una domanda maliziosa “Se Google stessa ritiene di pubblicizzarsi spedendo informative, perché il potenziale cliente dovrebbe fidarsi della pubblicità on line?”
No, non abbiamo mai pensato che la gestione marketing di Google fosse affidata a sprovveduti, semmai è l’esatto contrario e proprio per questo cerchiamo di dare un senso a tutto ciò. Senso che potrebbe riassumersi in una parola: materia. La lettera (o il volantino) non si eliminano con un click e se sono ben realizzati la possibilità che vengano letti è elevata. Distinguersi, altra parola chiave della pubblicità. Distinguersi anche ricorrendo alla vecchia posta e alla vecchia pubblicità che come Google dimostra, sembra essere ben lungi dal morire. (g.m.)
© Riproduzione riservata

















