“Una vetrina, un sismografo, un laboratorio… Un festival di cinema è un po’ tutte queste cose messe insieme, e Locarno lo è un po’ più degli altri. Da 62 anni è nel suo DNA il desiderio di andare alla scoperta di nuovi talenti e nuove tendenze, di presentare il meglio della cinematografia mondiale e stimolare, grazie al suo grande spirito di convivialità, il confronto e la nascita di nuovi progetti”.
Insomma, se questa mattina una cosa è venuta fuori con certezza dalla conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2009 del Festival internazionale del film di Locarno, è che, nonostante la crisi e la non più verde età,
il Pardo ruggisce ancora. La 62ma edizione, infatti, sarà ricordata per alcuni spunti fortemente caratterizzanti. Il più significativo è certo l’impresa mai sperimentata prima da un festival non specializzato: offrire, attraverso il progetto «Manga Impact: The World of Japanese Animation» al pubblico occidentale la possibilità di (ri)scoprire il mondo del cinema di animazione giapponese, dalle origini a oggi, evidenziando
l’impatto che ha avuto sul cinema e sull’immaginario occidentale. Diversi film, di cui numerose prime, e invitati prestigiosi arricchiranno questa esperienza realizzata con la collaborazione del Museo nazionale del Cinema di Torino. Una caratteristica ormai storica del festival e che si riconferma, è invece quella di affiancare alla cinematografia già affermata l’esplorazione di nuovi territori, come la Mongolia, la Corea del Nord e il Sudafrica. Tra i temi privilegiati dai cineasti in concorso, le questioni legate all’immigrazione e all’identità e poi il rapporto sempre più difficile tra uomo e natura, tragicamente falsato da interessi politici ed economici. Dal punto di vista formale, infine, sembrano tornate in auge forme narrative più classiche, generi riconosciuti, per meglio esplorare il mondo contemporaneo. Melodrammi, commedie, noir e persino commedie musicali nella programmazione di questa edizione. Molti, infine, scelgono di attingere alla realtà: innumerevoli le fiction documentate e le docu-fiction presenti nelle diverse sezioni. Ma non è tutto, scrive il direttore artistico, Frédéric Maire:
<< “Diversi registi, sempre più numerosi, decidono di varcare i confini rigorosi del cinema di finzione per trarre ispirazione altrove. A teatro, dove affrontano la nudità della scena e degli attori (come Amos Gitai che arriverà in Piazza Grande direttamente da Avignone). Nella musica e nella danza, dove declinano in lungometraggi la dimensione sempre più visuale della generazione mp3, tra rock, jazz, hip hop e opera. Numerose sorprese musicali arricchiranno questa edizione, soprattutto in occasione del Centenario della musica da film. Queste due tendenze saranno valorizzate in particolare da due ospiti di eccezione: il Pardo d’onore – il ventesimo per la precisione – attribuito a William Friedkin, cineasta che ha saputo adoperare e rinnovare mirabilmente figure cinematografiche classiche avvicinandosi alla realtà. E l’Excellence Award all’attore (e regista teatrale) Toni Servillo, che incarna il meglio del cinema e del teatro italiano. E sempre più spesso gente di teatro impugna la cinepresa per immortalare istanti di cinema. Forse animata dall’impellenza di esprimersi? Dall’abitudine al contatto immediato, privo di filtri, con il pubblico? Fatto sta che tali artisti sembrano entrare nel mondo del cinema dalla porta principale, capaci di esprimere la realtà in un istante molto meglio di tanti altri. Come l’italiano Pippo Delbono (cui renderemo largo omaggio) che inquadrerà l’Italia dall’obiettivo del suo cellulare. Nel suo terzo lungometraggio, La Paura, dalle immagini trapela tutta l’emozione della realtà, la forza del caso, ma anche la maestria di uno sguardo che scruta il mondo. Questo ultimo esempio, fra i tanti, fungerà da modello. La scoperta di uno sguardo nuovo e diverso, risultato di un viaggio (nonostante l’Italia sia vicina). E la voglia di condividere questa scoperta con il pubblico. È dunque caleidoscopico il programma per un Festival come Locarno. Un Festival che considero mio, nostro, ma soprattutto vostro>>.
I FILM DI PIAZZA GRANDE
Sono 13 i lungometraggi confermati finora scelti per il cartellone 2009 della Piazza Grande, di cui 10 prime mondiali. Il 5 agosto a inaugurare il programma 2009 della Piazza, una commedia romantica americana, 500 Days of Summer di Marc Webb, con Zooey Deschanel e Joseph Gordon- Levitt. Gli Stati Uniti torneranno sul megaschermo qualche giorno dopo con My Sister’s Keeper di Nick Cassavetes (Le pagine della nostra vita) con Cameron Diaz e Jason Patric, un intreccio di emozioni e drammi famigliari. Un avvincente viaggio musicale sulle orme della cultura mongola, guidato dalla celebre cantante Urna, concluderà la manifestazione con The Two Horses of Genghis Khan di Byambasuren Davaa (La storia del cammello che piange), film di chiusura.
Storie europee Les derniers jours du monde, ultima commedia dei cineasti francesi Arnaud e Jean-Marie Larrieu (Incontri d’amore), è un’odissea amorosa su uno sfondo apocalittico che confronta con ironia Mathieu Amalric alla fine del mondo. Il regista svizzero Christoph Schaub (Happy New Year) predilige un tono malinconico per Giulias Verschwinden, commedia corale sulla vecchiaia e sulla giovinezza, ispirata a una sceneggiatura originale dello scrittore Martin Suter (Un amico perfetto). Totale cambio di scena per l’altro film elvetico della selezione, La valle delle ombre (The Valley), primo lungometraggio di finzione di Mihály Györik. Magia e superstizione sono gli ingredienti di questo racconto cupo e inquietante girato fra le montagne della Svizzera italiana. Sul fronte germanofono, Unter Bauern – Retter in der Nacht di Ludi Boeken racconta la storia vera di una famiglia di ebrei rimasti nascosti per quasi tre anni presso una famiglia di contadini in Vestfalia, in piena seconda guerra mondiale. Infine, il cineasta catalano Marc Recha (Dies d’Agost) torna a Locarno per ricevere per la prima volta gli onori della Piazza Grande con Petit Indi, «romanzo di formazione» con Sergi Lopez e Eduardo Noriega
Una Piazza animata In omaggio al progetto Manga Impact, l’animazione giapponese fa il suo ingresso in Piazza grande con tutti gli onori del caso. Tre appuntamenti permetteranno ai neofiti di scoprire le diverse sfaccettature di questa immensa produzione e agli intenditori di assistere a veri e propri eventi in prima fila. Spettacolo garantito con la presentazione, in prima mondiale, di un film atteso da tutti i fan del genere: Redline di Takeshi Koike, animazione concitata e virtuosa di una corsa automobilistica apocalittica.
18 i film proposti dal Concorso internazionale confermati finora, provenienti da 15 paesi. 14 le prime mondiali e 4 prime internazionali, fra cui 7 opere prime. E per la prima volta, un film d’animazione giapponese partecipa al Concorso: la favola futurista di Mamoru Hosoda Summer Wars. Ecco i titoli:
A RELIGIOSA PORTUGUESA – di Eugène Green – Portogallo/Francia – 2009 – 127 min (Prima mondiale)
AKADIMIA PLATONOS – di Filippos Tsitos – Grecia/Germania – 2009 – 103 min (Prima mondiale)
AU VOLEUR - di Sarah Leonor – Francia – 2009 – 96 min Opera prima (Prima mondiale)
BUBEN.BARABAN - di Aleksei Mizgiryov – Russia – 2009 – 105 min Prima internazionale
COMPLICES - di Frédéric Mermoud – Francia/Svizzera – 2009 – 93 min Opera prima (Prima mondiale)
FRONTIER BLUES - di Babak Jalali – Iran/Gran Bretagna/Italia – 2009 – 96 min Opera prima (Prima mondiale)
LA CANTANTE DE TANGO -
di Diego Martinez Vignatti – Belgio/Argentina – 2009 – 110 min (Prima mondiale)
LA DONATION - di Bernard Émond – Canada – 2009 – 95 min (Prima mondiale)
LA INVENCIÓN DE LA CARNE - di Santiago Loza – Argentina – 2009 – 82 min (Prima mondiale)
L’INSURGÉE - di Laurent Perreau – Francia – 2009 – 100 min Opera prima – (Prima mondiale)
NOTHING PERSONAL - Opera prima – (Prima mondiale)
OS FAMOSOS E OS DUENDES DA MORTE - di Esmir Filho – Brasile/Francia – 2009 – 90 min Opera prima – (Prima mondiale)
SHAM MOH (At the End of Daybreak) - di HO Yuhang – Malesia/Hong Kong/Corea del Sud – 2009 – 98 min
(Prima mondiale)
SHE, A CHINESE - di Xiaolu GUO – Gran Bretagna/Francia/Germania – 2009 – 98 min (Prima mondiale)
SHIRLEY ADAMS - di Oliver Hermanus – Sudafrica/Stati Uniti – 2009 – 92 min Opera prima – (Prima internazionale)
SUMMER WARS - di Mamoru Hosoda – Giappone – 2009 – 114 min (Prima internazionale)
THE SEARCH - di Pema Tseden – Cina – 2009 – 117 min (Prima internazionale)
WAKARANAI (Where Are You?) - di Masahiro Kobayashi – Giappone – 2008 – 104 min (Prima mondiale)
Fuori concorso - LA PAURA - di Pippo Delbono – Francia – 2009 – 69 min (Prima internazionale)
Il Festival si articola in una decina di sezioni, aperte a tutti i generi e a tutti i formati. Due i concorsi per i lungometraggi (il Concorso internazionale e il Concorso Cineasti del presente) e due concorsi per i cortometraggi (svizzero e internazionale nell’ambito della sezione dei Pardi di domani). Fra gli altri appuntamenti regolari della manifestazione, la retrospettiva (dopo Nanni Moretti nel 2008, nel 2009 sarà dedicata all’animazione giapponese attraverso il programma Manga Impact); il workshop di coproduzione Open Doors, con iniziative riservate ai professionisti e proiezioni aperte al pubblico; e la sezione Ici et Ailleurs, che propone una selezione di documentari o film di finzione ispirati alla società contemporanea, alla politica e alle arti.
Il Festival di Locarno accoglie anche due sezioni indipendenti: la selezione di documentari della Settimana della critica, e Appellations Suisse, una rassegna delle migliori produzioni svizzere dell’anno. La ricchezza del programma ci impone di ritornare sull’argomento festival.
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