Dal primo processo di Camorra al Muro di Gaza, passando attraverso storie di emigrazione, amore e guerra. I diari finalisti del premio Pieve
La commissione di lettura del Premio Pieve ha scelto le otto storie finaliste della venticinquesima edizione del concorso letterario. Il Premio è legato all’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano, in concorso dunque, ci sono pagine di vita. “La storia siamo noi” cantava De Gregori, chissà se ne fossero consapevoli i diaristi scelti dalla commissione. Tra le pagine di questi diari riemergono le memorie del magistrato Stefano Pucci, uno dei protagonisti del primo processo di Camorra (Napoli 1876), che aprono squarci su tutto il secolo Ottocento, partendo dalle origini di una nobile famiglia fiorentina fino agli spostamenti dell’autore in Campania e poi in Calabria. Nelle altre storie, il tributo alla patria pagato in guerra sul fronte greco-albanese, una fuga d’amore dal Nord-Est verso l’Albania ai giorni nostri, l’emigrazione dalla Sicilia all’Australia passando per Genova, il trasferimento a Londra di un’emiliana fresca di laurea, i disagi psicologici di una giovane calabrese nata in Germania, i venticinque traslochi di un’intraprendente signora veneta che, dopo l’emigrazione in Svizzera, segue il marito in Sicilia con il suo maggiolino, negli anni Sessanta. Fino allo scambio di mail dalla capitale della riviera romagnola a Israele di due giovani che parlano dei loro mali dell’anima incrociando la storia di oggi, con il racconto degli attentati a Tel Aviv, la costruzione del muro e il sogno di una pace lontana. A settembre la proclamazione dei vincitori.
Per conoscere meglio i finalisti: www.archiviodiari.it/finalisti2009.pdf
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