I 40 anni dello sbarco sulla Luna, tra eventi, Google moon, bombe rabdomanti e le solite minacce aliene

“Bellissima. Una meravigliosa desolazione”, disse Buzz Aldrin quando vide la luna da vicino. Accadde 40 anni fa, qualche minuto dopo che Neil Armstrong declamasse la storica  frase e mentre Michael Collins, colui che vide la luna senza toccarla mai, si mordeva i gomiti guardando il panorama dalla navicella Columbia (questo la storia non lo dice ma è lecito supporlo).

Eravamo (noi esseri umani) arrivati sulla luna per volontà e servendoci di tecnologie oggi al limite del risibile, se si pensa che il processore che governava i sistemi della navicella era quattro volte meno potente di quelli che oggi si adoperano per i comuni videogiochi. Ma sulla luna ci arrivammo, e ci tornammo, fino a quando gli States non decisero che l’impresa era troppo costosa e sospesero il programma, col risultato che è dagli anni ’70 che un uomo non esce dal campo di improntaattrazione gravitazionale terrestre. Ci torneremo? La Cina ha promesso di riportarci sul satellite di Pierrot entro il 2020. Staremo a vedere, dividendoci come sempre tra fiduciosi e scettici.

Ad ogni modo allora, 40 anni fa, lo sbarco sulla luna non fu neppure messo in dubbio, questo avverrà solo dopo, ad opera dei soliti quanto fantasiosi complottisti made in Usa; allora c’era solo da festeggiare il “piccolo passo…ecc ecc”. Ci fidiamo di Piero Angela, pronto a mettere la mano sul fuoco che lo sbarco fu vero e andiamo avanti, perché lunedì 20 luglio c’è da festeggiare l’anniversario. Per l’occasione Google ci regala il lancio di una nuova applicazione: Google Moon. E’ qualcosa in tutto e per tutto simile a Google Earth e consentirà a tutti i comuni mortali di vedere sul proprio computer l’intera superficie lunare in tre d (compresi crateri, depressioni, rocce etc) così come l’ha fotografata l’ultimo satellite messo in orbita dalla Nasa intorno al satellite della Terra: il Lunar. Per sapere come alla Nasa e dintorni si celebrerà l’anniversario, basta recarsi sul sito che l’agenzia spaziale ha dedicato al quarantennale: gli eventi si contano a decine, quindi chi serba delle curiosità può cliccare sul link  www.nasa.gov/externalflash/apollo11_landing/index.html

moonE’ ovvio che la celebrazione sia globale, ed anche in Italia gli appuntamenti sono numerosi, ricordiamo ad esempio l’intenso programma messo a punto nella Capitale col titolo “La Luna ha 40 anni” e che culminerà lunedì 20 con una notte rievocativa in Piazza del Popolo. Su di una una spettacolare struttura si rifletteranno le immagini dello sbarco e i momenti salienti di quell’indimenticabile avventura mentre giornalisti, personaggi dello spettacolo, testimoni diretti si avvicenderanno sul palco per un racconto continuo. Venerdì. Invece, l’appuntamento è a Villa Celimontana con la serata “Il Cosmo oltre la luna” organizzata dall’Agenzia spaziale italiana, che peraltro proprio quest’anno celebra il ventennale di fondazione. E passata la festa, continueremo a tenere il naso puntato verso il satellite, in attesa che il Lunar Crater Observation and Sensing Satellite (per gli amici LCROSS) il 0 ottobre raggiunga la Luna e ne faccia saltare in aria un pezzo “bombardando” il suolo con un’arma che provocherà un cratere di 8 chilometri di diametro . Si cerca l’acqua – riferisce la versione ufficiale – e se si scoprisse che le viscere lunari ne conservano, si potrebbero aprire scenari del tutto nuovi. LCROSS, intanto è in viaggio (è stato lanciato il 18 giugno) e alla Nasa è fermento, tant’è che pomposamente il sito ha annuncia “Un primo passo per il ritorno sulla Luna”, evidente richiamo alla storica frase di Armstrong.  Speriamo solo che dopo il bombardamento, ci lascino qualcosa su cui sognare. Sempre che gli alieni non lo considerino un atto ostile e non scatenino una guerra contro la Terra. Ebbene sì, nel web c’è anche chi avanza questi timori (AD)

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