Una mostra particolare è allestita da oggi fino al 19 luglio alla Triennale di Milano, ad organizzarla è la comunità Croata in Italia con la Polizia di Stato e l’Ente Croato Emigrazioni di Zagabria. Mostra che vuol far conoscere, in occasione del 150esimo anniversario della sua nascita, il croato-argentino Ivan-Juan Vucetich, personalità poliedrica d’inventore, musicista, scrittore e benefattore, il cui contributo alla storia mondiale della scienza ampio e non è legato unicamente allo studio della criminologia, aspetto per il quale Vucetich, che inventò il sistema per rilevare le impronte digitali, è maggiormente conosciuto. Attraverso una serie pannelli con la riproduzione di fotografie d’epoca e documenti, si scoprono la vita, le esperienze e la straordinaria avventura scientifica di Vucetich, nato nel 1858 nell’isola di Hvar (l’allora Lesina territorio della monarchia austro-ungarica). Figlio di un bottaio, emigrato nel 1884 con uno degli undici fratelli in Argentina, lì lavorò per grandi imprese statali e quando divenne capo dell’Ufficio di Statistica iniziò a interessarsi alle ricerche antropometriche, che lo portarono nel 1891 alla prima classificazione per gruppi delle impronte digitali delle mani, attribuendo contrassegni di classificazione ed elaborando un modello per la rilevazione delle impronte digitali di tutte le dieci dita, la cosiddetta dattiloscopia. Dall’analisi di un’impronta di sangue sulla porta del luogo del delitto, il trentatreenne Vucetich diede un contributo determinante per scoprire l’autore di un terribile omicidio, che aveva sconvolto la cittadina argentina di Necohea. Dopo che con l’aiuto delle impronte digitali vennero risolti ulteriori casi, il metodo si ritenne confermato e nel 1893 il governo della provincia di Buenos Aires stabilì che il sistema antropometrico dovesse includere la rilevazione delle impronte digitali. La mostra rappresenta l’occasione anche per conoscere i sottili legami che hanno unito la Croazia e l’Argentina – con un passaggio obbligato per Trieste, da cui partivano le navi degli emigranti, e dal cui porto anche Vucetich salpò nel 1884 - gettando ponti attraverso i continenti sulla scena storica mondiale. L’ingresso è gratuito
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