Ammazzare il “Bacio” di Rodin: le provocazioni – già viste – di un artista inglese

Riprendiamo dall’Ansa: LONDRA, 7 LUG – <<Prendere a martellate il Bacio di Rodin: Herman Bean, fondatore del movimento artistico New Imaginism, mette in guardia il [...]

Riprendiamo dall’Ansa: LONDRA, 7 LUG – <<Prendere a martellate il Bacio di Rodin: Herman Bean, fondatore del movimento artistico New Imaginism, mette in guardia il Musee Rodin. Intende ridurre la statua in macerie e lancia un appello ad altre figure nel mondo dell’arte perchè si uniscano a lui. ”Creazione significa distruzione”,spiega l’artista. ”E’ come quando una persona cara muore: ci rendiamo conto di cosa abbiamo perso solo quando non c’e’ più. Quando il “Bacio” sara’ distrutto lo ameremo e lo apprezzeremo ancora di più>>.

Esattamente 20 anni fa, i tedeschi presero a “martellate” il Muro di Berlino, l’orribile monumento della guerra fredda cadde e a rimpiangerlo sono stati ben pochi tedeschi. Per dire che quando si tratta di vita (e di morte, ovvero di fine) gli assiomi non possono essere considerati. Uccidere l’opera d’arte: cento anni fa i Futuristi teorizzarono la morte del chiaro di luna e 40 anni dopo arrivò il festival di Sanremo a dargli torto. Herman Bean che secondo la sua stessa logica dovrebbe suicidarsi (a meno che non voglia essere apprezzato di meno) sbaglia anche nella provocazione:”creazione sognifica distruzione”, dice e probabilmente non ha mai visto quelle orribili quanto tristi nicchie vuote della valle di Bamiyan, in Afghanistan, dove prima che i Talebani le distruggessero a cannonate, nel 2001, sorgevano le due enormi statue del Buddha. Cosa abbiano prodotto i Talebani è storia di sangue e distruzione, è vero però che dopo quell’episodio i Buddha di Bamiyan sono diventati ancora più celebri, peccato che non esistano più.

Una cosa è certa, la ditruzione ipotizzata del Bacio qualcosa potrebbe creare, qualche zero in più sul conto corrente di Bean. Cosa si fa per l’arte!

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