Dalla pergamena al pixel: è on line il libro più antico del mondo. Una Bibbia di 1600 anni fa
Conoscete il Greco antico? No? Peccato, poiché la Bibbia più antica del mondo, scritta proprio nel perduto idioma, è da oggi accessibile a tutto il mondo grazie alle moderne tecnologie ad Internet. Sono oltre 800 le pagine del Codex Sinaiticus (Bibbia del IV secolo d.C scritta su pergamena) che gli esperti della British Library di Londra hanno digitalizzato ad alta risoluzione e messo in rete. La riunificazione del Codice arriva dopo quattro anni di lavoro e collaborazione tra la British Library, la biblioteca dell’ Università di Lipsia, il Monastero di Santa Caterina (sul Monte Sinai, in Egitto) e la biblioteca Nazionale di Russia a San Pietroburgo. In ciascuno di questi luoghi sono custodite alcune parti del codice che in questo modo trovano la possibilità di una riunificazione, almeno virtuale. Il progetto sarà dunque a disposizione dei ricercatori di tutto il mondo che avranno la possibilità non solo di analizzare un testo scritto 1600 anni fa, e che può considerarsi il più antico libro arrivato sino a noi, ma potranno accedere anche alle revisioni, alle note, alle correzioni che nei secoli vi sono state apportate. Gli artefici del progetto non nascondono che proprio grazie all’accessibilità globale, possano giungere preziosi spunti da parte dei ricercatori che lo consulteranno. Spunti storici (sullo sviluppo del cristianesimo primitivo, ad esempio), ma anche legati al libro come oggetto ed alla sua evoluzione. Per il lancio della versione virtuale del Codex, la British Library ha allestito una mostra dal titolo “Dalla pergamena al pixel: la riunificazione virtuale del Codex Sinaiticus”, allestita alla British Library fino al 7 di settembre. Questo, invece, il sito da consultare per “leggere” l’antico manoscritto www.codexsinaiticus.org. (AD)
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