Aspettando la Mostra di Venezia: tra anticipazioni e illazioni
Festival di Venezia, meno due mesi alla partenza. E si brancola nel quasi buio. Diciamo che della 66 edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che si svolgerà al Lido dal 2 al 12 settembre 2009, si sa giusto quel poco che è uscito dalle vie ufficiali, il resto sono illazioni, destinate in tutto o in parte ad essere smentite come la storia insegna. Avviso: se volete solo certezze dovrete aspettare la fine luglio, dopo la conferenza stampa di presentazione che chiarirà ogni aspetto della rassegna diretta da Marco Müller.
Adesso mettiamo un po’ d’ordine.
Tra le prime cose rese ufficiali di questa 66ma Mostra del Cinema è il nome del presidente della giuria, Ang Lee. Il feeling con Venezia è assicurato, il regista coreano ha infatti vinto ben due Leoni d’oro (I segreti di Brokeback Mountain e Lussuria, Seduzione e tradimento). Il terzo Leone ha preferito però non rischiarlo ed ha portato la sua ultima creatura “Taking Woodstock” in concorso a Cannes.
Leoni alla carriera, papabili, retrospettive e sezioni collaterali
Anticipazione ormai datata è anche l’assegnazione del Leone d’oro alla carriera alla Disney Pixar, con la consegna materiale (il 6 settembre) a John Lasseter. E Disney Pixar ringrazia, portando al Lido in prima mondiale Toy Story e Toy Story 2 in 3D; alcune sequenze in esclusiva del film Disney di Natale The Princess and the Frog, e la prima per l’Italia di Up.
Sarà un festival americano?
E mentre blogger e critici cinematografici fino a qualche giorno fa si arrovellavano davanti alle sfere di cristallo per capire quali degli americani potesse aprire la Mostra (Eastwood o Malick i preferiti), l’ufficialità ha sovvertito i pronostici: il film d’apertura sarà Baaria di Giuseppe Tornatore. Onore che dopo 22 anni tocca ad un italiano. Illazioni chiamano illazioni, infatti sarebbe data quasi per certa la sua candidatura agli Oscar, se non fosse che il “Grande sogno” di Michele Placido, in uscita l’11 settembre avrebbe altrettante chance. Placido che dovrebbe comunque essere in concorso a Venezia, considerando al concomitante uscita del suo film.
Ritorniamo però nell’ufficialità. E’ stato annunciato che anche quest’anno la retrospettiva del festival sarà dedicata al cinema italiano ritrovato. Titolo della sezione “Questi fantasmi 2”, presentata come “un’incursione nei sotterranei del cinema italiano” verso i territori eccentrici, popolari e del divismo femminile. Prevista la proiezione di una trentina di opere dagli anni ’40 agli anni ’80.
La Mostra avrà invece come proiezione speciale il film di Andrzej Wajda Katyn. A deciderlo sono stati il presidente della Biennale Paolo Baratta e il direttore Marco Müller che hanno risposto all’appello del ministro Sandro Bondi di “ospitare la straordinaria testimonianza cinematografica e storica di Wajda, che purtroppo finora nelle sale italiane non ha avuto il riscontro che merita”.
Haile Gerima, regista etiope vincitore all’ultimo Festival di Venezia del Premio Speciale della Giuria, e lo spagnolo Pere Portabella, presiederanno, rispettivamente, le giurie internazionali del Premio Venezia Opera Prima e della sezione Orizzonti. E al momento le notizie certe si fermano qui.
Qualche possibile arrivo
Ed ora largo illazioni, accentrate soprattutto sulle partecipazioni americane. Data per quasi certa la partecipazione di Abel Ferrara, al Lido con la docufiction Napoli, Napoli, Napoli. The Human Factor di Clint Eastwood (un film dedicato a Mandela) e The Tree of Life di Terrence Malick, pur perdendo l’onore dell’apertura potrebbero essere presenti; così come alcuni quotati blog danno ampie possibilità a The Informant di Steven Soderbergh. Durante l’ultimo festival di Cannes tra i critici s’era consolidata la voce che il famoso sciopero degli sceneggiatori di Hollywood, avendo allungato i tempi di realizzazione di diversi film avesse finito in qualche modo per privilegiare Venezia, dove tutti attendono a questo punto, una pioggia di film stellestrisce. Altro titolo possibile che nelle giornate di Cannes era stato avanzato era quello dei fratelli Coen con il loro “A serious man”. Ma a che punto sia della produzione non siamo riusciti a scovarlo. E ad ogni modo, meglio essere prudenti, la massiccia presenza americana – che comunque la pensiate porterebbe a Venezia un bel po’ di risonanza – potrebbe non essere tale. La minaccia per i festival europei arriva infatti dal Canada, dal festival di Toronto, realtà in costante crescita. (Antonella Durazzo)
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