Nel centenario del Futurismo il Museo Internazionale Design Ceramico di Cerro di Laveno (Varese) rende omaggio all’artista futurista Luigi Russolo, che nel paese in riva al Lago Maggiore si trasferì durante gli ultimi anni della sua vita. Dopo l’esperienza artistica che lo vide al fianco di Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e il circolo degli artisti futuristi, Russolo abbandona la sua personale indagine sulla musica futurista e, di ritorno da Parigi, sceglie di ritirarsi in un luogo lontano dal tumulto “dove sia possibile la solitudine”. La mostra “Metamorfosi di un futurista” presenta per la prima volta al pubblico gli arredi d’artista della camera da letto dello stesso Russolo, parte della collezione degli eredi ancora conservata a Laveno Mombello. Gli elementi che compongono la camera quali il letto, lo scaffale, la scrivania, l’armadio, il mobiletto e il comodino ricordano nelle forme e nelle decorazioni i motivi deperiani degli anni Trenta. La forma sintetica, infatti, e la sequenze di triangoli dai vertici superiori saettanti, quasi frecce diagonali, colorati a tinta piatta con alternanza di azzurri chiari e scuri sono ispirati ai suoi “mobili blu”. Come si apprende dai documenti, la moglie dell’artista scrive che l’arredo essenziale e lineare scelto da Russolo per il locale–studio fu, infatti, suggerita dall’amico Fortunato Depero. L’amicizia tra i due futuristi è testimoniata ampiamente da una fitta corrispondenza, conservata nel fondo presso l’Archivio del Novecento al MART di Tento e Rovereto. I curatori ritengono infatti che i documenti danno “ragione di rafforzare la convinzione che la mobilia in oggetto possa essere stata progettata su modello deperiano o addirittura su impulso di Depero e realizzata da Russolo insieme a qualche artigiano”. Il percorso espositivo presenta, oltre all’arredamento, quaranta acqueforti realizzate da Russolo e stampate da Marco Costantini tra il 1906 e il 1913. Alcune di esse sono ancora di carattere spiccatamente simbolista, mentre in altre appare prioritario l’ambiente industriale della città in espansione i simboli del progresso tecnologico come strade ferrate, fabbriche, ciminiere fumanti. La mostra sarà inaugurata sabato, 4 luglio e rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 23 agosto.
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