Touring club, il Dossier musei 2009: crolla il numero dei visitatori. Musei Vaticani, Pompei e Uffizi, ancora i più visitati, bene i musei scientifici

Ieri mattina, a Milano, il Touring club italiano ha presentato il Dossier musei 2009, ricerca elaborata dal Centro Studi del TCI con la collaborazione delle [...]

Ieri mattina, a Milano, il Touring club italiano ha presentato il Dossier musei 2009, ricerca elaborata dal Centro Studi del TCI con la collaborazione delle soprintendenze e degli enti museali pubblici e privati). Riportiamo integralmente i dati sintetici del dossier:

  • I 30 musei italiani più visitati hanno accolto nel 2008 circa 23 milioni di visitatori, quasi un quarto di tutto il pubblico dei siti culturali della Penisola (circa 3.800 musei e 1.800 aree archeologiche)

  • Musei Vaticani, Scavi di Pompei e Uffizi sono stati i 3 luoghi d’arte più visitati, raccogliendo complessivamente museivaticani18,2 milioni di visitatori

  • Sono 6 su 30 i musei che nel 2008 hanno registrato un incremento di visitatori mentre per gli altri si riscontra una generale contrazione degli accessi quantificabile in circa 1,6 milioni di visitatori in meno rispetto al 2007.

  • Il trend negativo dei musei italiani sembra indicare non tanto una crisi delle singole strutture quanto un calo generalizzato “di settore”, iniziato nel 2007 e acuitosi nel 2008

  • Sono i musei scientifici a portare un po’ di luce registrando visitatori in crescita, soprattutto la Città della Scienza a Napoli (+17,5%), la Città dei Bambini e dei Ragazzi a Genova e il museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo

pompei- Per il 2009, i dati dell’affluenza confermano un ulteriore calo nelle visite anche se inferiore a quello del 2008. Va male Palazzo Ducale a Venezia, che nei primi quattro mesi del 2009 scende ancora di circa il 18%: una diminuzione dei visitatori legata al calo generale dei turisti nel capoluogo veneto, stimata intorno al 10%. A Firenze, perde circa il 18% anche l’Opera di Santa Croce; stabili invece gli Uffizi (nel 2008 -3,8%)

  • Per quanto riguarda i servizi, sono quelli di tipo più tradizionale – le visite guidate, il bookshop e la prenotazione telefonica – a essere offerti nei musei italiani. Meno diffusi invece, anche nei musei dai grandi numeri, servizi quali la prevendita online (presente in 15 dei 30 musei che compongono le Top 10), le audioguide (presenti in 17 istituti) o la caffetteria (attiva in 17 musei) o Scarsa l’attenzione nei confronti degli utenti più giovani, pubblico ancora in erba e proprio per questo importante in quanto “educabile” al museo. Mancanza di interesse che si manifesta sia nella quasi totale inesistenza di servizi per i piccoli (es. nursery e baby parking) sia nella diffusione ancora limitata di percorsi studiati ad hoc per i bambini

  • Migliora invece l’accessibilità: nel 2008 sono stati 4 i musei che hanno aperto al pubblico tutti i giorni dell’anno e molti non hanno osservato turni di chiusura o hanno effettuato aperture straordinarie. Tredici i musei aperti tutti i giorni della settimana, 25 quelli visitabili a Ferragosto e/o a Pasqua, 10 quelli che hanno aperto i battenti persino a Natale

  • Per il futuro oltre la metà dei musei ha dichiarato di avere tra le proprie priorità quelle di migliorare i servizi offerti e di uffizirinnovare/restaurare la sede. Solo 13 puntano, però, a un aumento di pubblico e addirittura 5 istituti vorrebbero limitare o razionalizzare il numero di visitatori

  • Un terzo dei musei, infine, è determinato a instaurare contatti internazionali.

Evidentemente le cifre parlano di un sistema museale che sopravvive grazie all’eccellenza della “materia prima”, ovvero delle collezioni esposte, mentre i servizi collaterali, che  consentirebbero di aprire le sale dei musei ad un pubblico più ampio, sono ancora fenomeni rari. Il discorso musei dunque non può chiudersi qui, alla luce dei dati forniti dal Touring, torneremo a parlarne, intanto per cominciare ad approfondire, cliccate qui, si tratta di un articolo pubblicato qualche giorno fa che confronta la situazione del Louvre con quella dei musei italiani. (Antonella Durazzo)

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